«Ma la squadra avrà un futuro»

MESTRE.«Io non mi preoccupo delle cose, io mi occupo delle cose». Sono passate poche ore dall'ufficialità del fallimento del Venezia e Nerio De Bortoli, il commercialista con studi a Mestre e Cavallino-Treporti nominato curatore fallimentare dal tribunale di Venezia, con una frase fa capire tutta la sua filosofia professionale. Un misto di realismo e ottimismo, con un obiettivo dichiarato: garantire un futuro alla società arancioneroverde. «Il mio un lavoro difficile? Assolutamente no - dice il professionista cinquantatreenne - anzi, a dirla tutta posso dirmi ottimista. Il tribunale di Venezia vuole dare una prova di efficienza, vuole cose chiare e trasparenti, solo in questo modo si possono dare risposte concrete alla città. Come tribunale siamo convinti che il Venezia può suscitare qualche interesse».
Da ieri è cominciato il lavoro di ricostruzione, partendo dal primo atto, l'iscrizione al campionato. «Abbiamo già depositato l'iscrizione al campionato di serie C/1, atto che io ho sottoscritto - spiega De Bortoli - per cui ora vedremo se giocheremo in questa categoria o in serie C/2. Noi ci comporteremo come una società qualsiasi, cercando di ottenere la partecipazione al campionato più importante possibile. Il fatto che il Venezia è fallito non significa che non abbia più diritti. Cambio di denominazione? Difficile dirlo adesso, tutto dipenderà dalla federcalcio».
Nei prossimi giorni De Bortoli con ogni probabilità incontrerà anche le istituzioni della città, con le quali si dovrebbe aprire un confronto. «Non escludo di vedermi a breve con chi governa la città - ammette il commercialista - c'è anche da dire che chi acquisirà il calcio Venezia vorrà delle garanzie su quale stadio si giocherà. In questo momento tutti devono fare la loro parte».
Della vecchia dirigenza arancioneroverde, del comportamento di Gallo e compagni Nerio De Bortoli non vuole parlare. «Sono questioni che riguardano già il passato del Venezia - sostiene il commercialista - e io preferisco occuparmi dal futuro. Ci sono dei buoni segnali, da parte del tribunale c'è la massima disponibilità verso la società. L'obiettivo è fare tutto presto e bene, vedere quali gruppi sono interessati a questa azienda, noi siamo convinti che questa realtà possa suscitare l'interesse di qualcuno. Non sono ancora riuscito a esaminare gli incartamenti riguardanti il fallimento, non ne ho avuto il tempo materiale, la priorità dopo la sentenza del tribunale era l'iscrizione della squadra al campionato».
Nerio De Bortoli, insomma, crede che il calcio a Venezia possa avere un futuro. E invita a considerare nella giusta prospettiva il fallimento decretato ieri dal tribunale. «Il Venezia non è per niente morto - sottolinea in chiusura - il fallimento anzi serve a chiarire la situazione in modo definitivo e può essere un'ottima base per ritornare a buoni livelli, visto che finalmente da questo momento si possono fare i conti con numeri certi».
(Maurizio Toso)