«Manca il voto degli emigranti»

SAN MICHELE.«Questo referendum non ha contato neppure i cittadini italiani all'estero: dove è finita la legge Tremaglia quando serve di più?». I 603 voti che avrebbero garantito l'ammissione del referendum con il 50 per cento più uno dei voti degli aventi diritto favorevoli all'ingresso nel Friuli stanno sullo stomaco di Guglielmino Ongaro, il presidente del «Comitato per il sì», che adesso cerca un qualsiasi appiglio per far fronte alla crescente delusione. Pensa ai parenti dei cittadini di San Michele che oggi vivono in tutto il mondo e che avrebbero potuto fare la differenza. «Soltanto io ho 10 parenti stretti in Canada - spiega - poi, ognuno di noi ne ha in tutto il mondo. Questo per dire che avrebbero inciso sull'esito finale. Vedremo. In ogni caso ragioniamo su un dato di fatto: ovvero che il 76 per cento degli aventi diritto ha detto sì al Friuli». Che è un po' come vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Nel comitato per il sì c'è anche chi lo vede mezzo vuoto. «Prendiamo atto che la gente - aggiunge Luca Marchesan, altro membro del comitato e consigliere comunale - ha scelto di rimanere dov'era. E poi troppi giovani non hanno votato». I friulanisti si sono riuniti nell'atrio del Comune, come vecchi combattenti che ricordano le loro battaglie, davanti al megaschermo che proiettava quasi in tempo reale i dati. Ognuno dava una spiegazione diversa e un'interpretazione sua della legge 352 sul referendum, tra quorum, percentuali, sì e no. Ma alla fine non c'era bisogno di essere dei giureconsulti per capire che i cittadini hanno preferito il leone di San Marco all'aquila friulana. Girava nella cittadina un simpatico sms: «Meglio il Leon che 100 giorni con Pordenon». Una formula dialettale un po' adattata alla circostanza e che ha avuto il suo effetto, forse proprio tra gli elettori più giovani. C'è anche chi si consola. «Domenica prossima - spiega Franco Romanin, presidente della consulta per la friulanità - la società filologica friulana organizza per la prima volta fuori dalla Regione, a San Michele, la sua festa della Primavera. E questo è un segnale importante». Qualcuno se l'è presa con il consigliere regionale Moreno Teso e le sue accuse di sperpero di risorse. Gli risponde Bruno Moretto, consigliere provinciale di San Michele e vicino al comitato: «Ma cosa ne sai tu di democrazia?». E Teso: «Moretto è consigliere provinciale e fa parte del comitato del sì, non si è mai visto». Questa l'unica nota polemica nella sala municipale.
(Giovanni Cagnassi)