«Voglio salvare il Venezia, ecco perché sono qui»

MESTRE.Mercoledi sera era ancora a Bruxelles, ieri ha debuttato con la maglia del Venezia. Giorni frenetici per Fabio Rossitto, trentatreenne centrocampista friulano di Aviano, che ha risposto positivamente all'invito arrivato da Michele Dal Cin. «C'è un rapporto di amicizia che ci lega da tantissimi anni - ammette Fabio Rossitto - ha saputo che i miei rapporti con il tecnico del Genk si erano deteriorati e mi ha proposto di venire a Venezia. La vita è strana, mercoledi mi è arrivata un'altra proposta, da un club di metà classifica che mi proponeva un ingaggio superiore, ma ho risposto negativamente. Ho dato la mia parola a Michele e al Venezia, per me vale più di ogni altra cosa. E poi mi intriga non poco cercare di vincere questa scommessa. Il Venezia non è messo bene in classifica, tanti ci danno per spacciati, ci considerano già in serie C, mi piacerebbe veramente essere tra i protagonisti di una salvezza clamorosa. E' un traguardo stimolante, difficile e lontano, ma non per questo irraggiungibile».
Cresciuto nelle formazioni giovanili dell'Udinese, Fabio Rossitto ha disputato dieci stagioni in bianconero, con sole due parentesi lontano dal Friuli, Firenze e Napoli, prima di emigrare la scorsa estate in Belgio. «Ho vissuto un paio di campionati esaltanti anche alla Fiorentina, Champions League compresa, ma è logico che sono legato all'Udinese. Ho giocato a lungo con Calori, che adesso ritrovo come viceallenatore al Venezia». Sei mesi in Belgio. «Avevo sempre desiderato effettuare un'esperienza all'estero. Ho accettato subito l'occasione che mi è arrivata dal Genk. Mi sono trovato benissimo, bella città, tifosi entusiasti, ottimo rapporto con loro. Ad un certo punto si è interrotto il dialogo con l'allenatore per problemi che non riguardano il calcio. Va bene cosi, a quel punto ho atteso una chiamata dall'Italia».
Sei mesi in arancioneroverde per realizzare una piccola impresa. «Porto un po' di esperienza, in campo e fuori, perché serve rimanere tranquilli. E' vero che bisogna vincere il più possibile, però nelle nostre condizioni bisogna trovare subito continuità di risultati, arriveranno anche le vittorie. Ne sono sicuro. Dobbiamo evitare di scendere in campo prigionieri della frenesia e succubi della necessità di dover vincere a qualsiasi costo». (m.c.)