26 gennaio 2005 —
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sezione:
Nazionale
FAVARO. «Sul Distretto sanitario ci sono state date ampie assicurazioni».
Non accenna a spegnersi il dibattito che si è acceso in questi giorni attorno al distretto sanitario Mestre Nord in vista della scadenza amministrativa della Municipalità di Favaro il 16 febbraio, e alle pratiche relative alla variante urbanistica contenente il cambio di destinazione duso dellarea destinata alla costruzione del distretto. I rappresentanti di categoria dei sindacati pensionati delle Leghe di Carpendo, Favaro, Marcon e Quarto dAltino ci tengono a mettere i puntini sulle «i» per quanto riguarda i «presunti» fondi destinati alla costruzione della nuova sede del distretto sanitario che dovrebbe sorgere in via Gobbi, in unarea situata dietro la piscina «Marco Polo». Dopo le dichiarazioni del delegato al Bilancio di Favaro Adriano Beraldo e del presidente della Municipalità Ivano Berto, che ha confermato che nel bilancio di previsione del 2005 mancano allappello i fondi necessari alla costruzione del distretto, i tre rappresentanti dei sindacati dei pensionati Ettore Vittiman (Spi Cgil), Remigio Daniel (Fnp Cisl) e Emilio dItria (Uilp Uil) ricordano ai politici le loro promesse messe per iscritto. «La mattina del 18 gennaio abbiamo firmato un verbale nel quale è scritto per esteso che nel bilancio di previsione 2005 è prevista una cifra di 500-600.000 euro per la concreta progettazione della nuova sede del distretto» spiegano, «il nostro riferimento è un atto formale firmato dal presidente della Municipalità Ivano Berto, dal delegato alle Politiche sanitarie Walter Cabianca e dal delegato allUrbanistica Lionello Pellizzer» continuano i rappresentanti dei sindacati, che hanno richiesto un incontro allassessore comunale al Bilancio Sprocati e allassessore allUrbanistica Guido Zordan per verificare la disponibilità dellamministrazione comunale. I sindacati fanno la lista con tanto di data e documenti, degli atti formali in cui comune, municipalità e Ulss 12 si sono impegnati in questi ultimi mesi, ciascuno per la propria parte, a perseguire un iter burocratico ben preciso per quanto riguarda la costruzione del distretto. «Nella denegata ipotesi che non venissero rispettati gli impegni» scrivono i rappresentanti dei sindacati, «faremo pressione perché i bisogni della gente siano soddisfatti».
(Marta Artico)