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«Distretto sanitario impegno da mantenere»

 FAVARO. «Sul Distretto sanitario ci sono state date ampie assicurazioni».
 Non accenna a spegnersi il dibattito che si è acceso in questi giorni attorno al distretto sanitario Mestre Nord in vista della scadenza amministrativa della Municipalità di Favaro il 16 febbraio, e alle pratiche relative alla variante urbanistica contenente il cambio di destinazione d’uso dell’area destinata alla costruzione del distretto. I rappresentanti di categoria dei sindacati pensionati delle Leghe di Carpendo, Favaro, Marcon e Quarto d’Altino ci tengono a mettere i puntini sulle «i» per quanto riguarda i «presunti» fondi destinati alla costruzione della nuova sede del distretto sanitario che dovrebbe sorgere in via Gobbi, in un’area situata dietro la piscina «Marco Polo». Dopo le dichiarazioni del delegato al Bilancio di Favaro Adriano Beraldo e del presidente della Municipalità Ivano Berto, che ha confermato che nel bilancio di previsione del 2005 mancano all’appello i fondi necessari alla costruzione del distretto, i tre rappresentanti dei sindacati dei pensionati Ettore Vittiman (Spi Cgil), Remigio Daniel (Fnp Cisl) e Emilio d’Itria (Uilp Uil) ricordano ai politici le loro promesse messe per iscritto. «La mattina del 18 gennaio abbiamo firmato un verbale nel quale è scritto per esteso che nel bilancio di previsione 2005 è prevista una cifra di 500-600.000 euro per la concreta progettazione della nuova sede del distretto» spiegano, «il nostro riferimento è un atto formale firmato dal presidente della Municipalità Ivano Berto, dal delegato alle Politiche sanitarie Walter Cabianca e dal delegato all’Urbanistica Lionello Pellizzer» continuano i rappresentanti dei sindacati, che hanno richiesto un incontro all’assessore comunale al Bilancio Sprocati e all’assessore all’Urbanistica Guido Zordan per verificare la disponibilità dell’amministrazione comunale. I sindacati fanno la lista con tanto di data e documenti, degli atti formali in cui comune, municipalità e Ulss 12 si sono impegnati in questi ultimi mesi, ciascuno per la propria parte, a perseguire un iter burocratico ben preciso per quanto riguarda la costruzione del distretto. «Nella denegata ipotesi che non venissero rispettati gli impegni» scrivono i rappresentanti dei sindacati, «faremo pressione perché i bisogni della gente siano soddisfatti».
(Marta Artico)

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