11 dicembre 2004 —
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sezione: Primo Piano
MESTRE. Subito le primarie, perché il tempo è scaduto, e il candidato sindaco di Venezia non lo possono scegliere altrove. E poi una «lista unica» di tutte le forze che vi hanno partecipato, e concorso alla realizzazione del programma. Un esempio «anche per il centrosinistra nazionale».
Nella sala del Laurentianum, gremita di persone, Massimo Cacciari lancia la sua sfida. E la terza assemblea di Unità e Diritti, il movimento fondato dal filosofo insieme a Mara Rumiz, Diego Gallo e Andrea Ferrazzi. Danilo Corrà, presidente del movimento civico «Intesa per la città», apre subito il dibattito sulla proposta del giorno. «Si vada alle primarie, dice, perché il sindaco non può essere scelto a Roma, Primarie serie, a cui dovranno partecipare almeno 10 mila persone».
Cacciari parla un quarto dora. Risfodera la grinta dei tempi migliori, e invita la platea a pronunciarsi in fretta. I partiti, ma anche le categorie, le associazioni. «Le primarie, insiste, sono lunico modo per fare una scelta trasparente, per confrontarsi sui programmi. Ma anche per dare una grande lezione di democrazia e riguadagnare un rapporto con le categorie e la città. Si faccia come in America, poi con un grande patto tutti appoggiano quello che vince e si fa una gloriosa lista unitaria, come si è fatto alle Europee». Quanto al programma, secondo Cacciari è necessario «dire una parola sulla salvaguardia gestita in questo modo, e sulla Legge Obiettivo, attentato clamoroso allautonomia della città, sul bilancio del Comune che non può essere messo a rischio da stadi e acquisti di palazzi dalla Fiat». Sì alle primarie, ma non alla lista «unica» da Roberto Del Bello, segretario provinciale di Rifondazione. «Manteniamo le rappresentanze», dice, «e andiamo pure alle primarie, basta che siano serie». Massimiliano Galante, vicepresidente di Unindustria, respinge lipotesi di referndum sulla chimica. «Sia la politica a decidere», dice, «proponendo qualcosa di ambizioso. Venezia deve fare un salto, appoggiandosi a un grande evento come successo a Barcellona». Delia Murer, segretaria provinciale dei Ds, definisce il Mose «progetto superato», e invita a studiare alternative. Su questo, come sulle primarie - già ipotizzate dalla Quercia - si pronuncerà il prossimo congresso Ds il 18 dicembre.
Per Michele Vianello (Ds) le primarie sono necessarie per recuperare il «rapporto deteriorato tra pubblica amministrazione e città». No alle primarie (almeno per ora) da Rodolfo Viola, segretario della Margherita, che annuncia a breve una proposta di candidatura agli alleati. Sì da Andrea Martella (ma con un accordo preventivo sui programmi) e Sergio Vazzoler, con candidati «locali».
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Alberto Vitucci