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Decolla il distretto sanitario

 FAVARO. L’azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater), potrebbe essere coinvolta nella costruzione del nuovo distretto sociosanitario di Mestre Nord che sorgerà in via Gobbi. L’Asl 12 e la Municipalità di Favaro, hanno siglato un verbale d’intesa nel quale le parti mettono i puntini sulle «i». Il nuovo distretto sociosanitario si farà, e si farà a Favaro e precisamente in via Gobbi, nell’area prescelta per la costruzione dell’edificio che andrà ad ospitare i nuovi servizi sanitari, dietro la piscina «Marco Polo». Il documento è il risultato di un incontro tra tutte le parti interessate che consente in tal modo di far decollare un progetto di cui si discute da molti mesi. Alla fine è stata soddisfatta la richiesta di rilanciare il ruolo della struttura.
 Il documento è emerso al termine di un incontro ai quali hanno partecipato anche il direttore dei servizi sociali dell’Asl Claudio Beltrame e i presidenti delle Municipalità di Favaro Ivano Berto, e di Carpenedo-Bisusola Sandro Simionato.
 Nel documento il Comune si impegna a sollecitare l’accelerazione dell’iter urbanistico. Nel frattempo, come già noto, la nuova sede del distretto sociosanitario troverà temporanea collocazione in Vicolo della Pineta, al primo piano della casa di riposo S. Maria del Rosario, dove saranno trasferiti i servizi di cure primarie. La novità più rilevante è però il possibile coinvolgimento dell’Ater nella costruzione del nuovo distretto di via Gobbi. Il documento parla dell’istruzione delle procedure necessarie per un eventuale accordo tra Asl, Municipalità, Ater e Regione, che affiderebbe all’Azienda, grazie a specifici fondi regionali che la impegnano nella costruzione di opere ad uso sociale, la progettazione e la costruzione dell’immobile che verrebbe poi riscattato dal Comune. Una prima volta per l’Ater, che finora non ha mai costruito una struttura sanitaria di questo genere. L’Ater si è detta disponibile a impegnarsi in un simile progetto, ovviamente previa apertura di un tavolo di lavoro tra le parti. Il coinvolgimento dell’Ater nella costruzione del distretto potrebbe essere la soluzione migliore per trovare i fondi mancanti.

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