Rio delle Galeazze, è scontro

«Riaprire al traffico acqueo il rio delle Galeazze». Una richiesta che viene da Actv e motoscafisti, e adesso anche dai cittadini. Lo Sdi veneziano e i comitati di Castello, Giudecca, Sant'Elena e Sacca Fisola ha raccolto quasi duemila firme già inviate al sindaco Paolo Costa e all'ammiraglio Paolo Pagnottella per chiedere la riapertura del canale, chiuso da quattro anni. La richiesta del comitato, presieduto da Luigi Giordani, è quella di «abbreviare il percorso all'Ospedale civile dei motoscafi di GiraCittà delle linee 41 e 42». Ma le ragioni della richiesta sono anche di tipo economico. Dopo la chiusura delle Galeazze, i motoscafi Actv della circolare (linee 41-42 e 51-52) devono fare il periplo di Sant'Elena, allungando notevolmente il percorso. E aumentando i costi del carburante e i tempi di percorrenza. Un aggravio di qualche milione di euro che l'azienda pubblica - di cui Giordani è consigliere di amministrazione - vorrebbe risparmiare.
Ma la riapertura del rio potrebbe anche fornire una valvola di sfogo ai taxi diretti all'aeroporto da San Marco, oggi incanalati lungo il rio dei Greci e il rio della Pietà. A parte il primo tratto di fondamenta, il rio delle Galeazze presenta infatti caratteristiche più adatte al passaggio di mezzi motorizzati dei piccoli rii di Castello.
A opporsi in questo caso sono gli abitanti della Tana, che abitano sopra la via d'acqua e hanno visto appena ultimati i lavori di riparazione delle rive attuati da Insula. Ma anche l'ammiraglio Pagnottella, che aveva espresso tempo fa parere contrario alla riapertura.
Un tema che torna di attualità. La proposta che arriva dagli operatori (in testa i motoscafisti) è quella di consentire il passaggio a velocità minima, con controlli serrati. Il timore dei residenti è però che le Galeazze si trasformino in un altro Rio Nuovo, dove i taxi passano rombanti a tutte le ore del giorno e della notte.
Un problema in questi giorni di attualità. Sarà pronta tra breve la nuova ordinanza del commissario per la lotta al moto ondoso e al Traffico Acqueo, che prevede nuove fasce orarie e limiti più severi per il passaggio in Canal Grande. Ma anche ieri la situazione nei canali più trafficati era vicina al collasso. Sono in aumento i mezzi che circolano, in larga parte barche da trasporto e taxi. Quest'ultimi, a causa dell'apertura di sempre nuovi alberghi e della mancanza di limiti, hanno invaso anche piccoli rii decentrati, fino a oggi riservati alle barche a remi o alle barche tipiche. Le barche da trasporto invece hanno rivoluzionato la flotta, con un aumento esponenziale delle bnarche in ferro (vietate ma presenti ovunque) e dei barconi con larghezza superiore a 3 metri e motori da 300 cavalli, vere e proprie portaerei. (a.v.)