11 agosto 2004 —
pagina 19
sezione:
Nazionale
Il filare di tigli di viale Garibaldi torna a ranghi completi. Anche i tre alberi tagliati perchè pericolosi per la pubblica incolumità sono stati sostituiti. Ieri altre piante hanno preso il posto di quelle vecchie, oramai marcescenti, abbattute su ordine del Verde Pubblico del Comune di Venezia. Gli operai si sono messi al lavoro al mattino, scavando il terreno per la posa delle nuove radici.
E le promesse di Vesta, che aveva annunciato per questa settimana la ripiantumazione, sono state così rispettate. Particolarmente soddisfatto il prosindaco Gianfranco Bettin: «Sono tornati i tigli al loro posto, sono delle piante grandi, molto belle».
Può dirsi così finalmente chiusa nel migliore dei modi la polemica per il taglio dei tre alberi, esplosa a metà luglio a Carpenedo.
Da una parte lufficio del Verde pubblico che aveva ordinato labbattimento di tre piante oramai marce e pericolose. Dallaltra residenti e ambientalisti che chiedevano di salvare, anzichè recidere di netto, quelle piante vincolate dalla Soprintendenza. Ma il vincolo, aveva ribattuto il Comune, riguardava il filare e non le singole piante.
La vicenda si è chiusa come noto con la mediazione del prosindaco Bettin. Le piante malate sono state tagliate il 21 luglio scorso ma al loro posto, in tempi da record, sono arrivate delle «gemelle» sane. Bettin assieme a Vesta e al comitato si era recato nei giorni scorsi a Pistoia presso il vivaio «Piante Mati» per acquistare le tre nuove piante. Si tratta di tigli già adulti che hanno dai 15 ai 20 anni di età e sono di dimensioni ragguardevoli, poiché i tronchi mediamente hanno il diametro di 35-40 centimetri e laltezza di 9-10 metri. Gli esemplari piantati ieri in viale Garibaldi sono della specie tillia cordata, tipo greenspire, piante considerate molto adatte allambiente urbano e dalle potenzialità di grande sviluppo. In viale Garibaldi contro il taglio degli alberi si erano mobilitati i residenti con una raccolta di firme contro labbattimento. Una richiesta ribadita anche da Michele Boato dei Verdi Colomba che aveva contestato le scelte del dottor Milazzo, dirigente del Verde Pubblico. Che aveva classificato gli alberi malati in classe D, ovvero ad alto rischio di caduta.
-
Mitia Chiarin