ARCHIVIO la Nuova Venezia dal 2003

I tre tigli di viale Garibaldi saranno abbattutti

 MESTRE. «La settimana prossima saranno abbattuti i tre tigli cadenti di viale Garibaldi, per garantire la sicurezza dei passanti». L’ha annunciato, ieri, il prosindaco Gianfranco Bettin, specificando che gli alberi che sostituiranno quelli tagliati, saranno scelti dall’amministrazione comunale insieme ai residenti del viale, che nei giorni scorsi hanno raccolto 105 firme per salvare i tigli. I nuovi impianti sono previsti per il prossimo inverno. L’annuncio è arrivato, dopo la riunione di un’ora e mezza, che si è tenuta ieri al Candiani dove hanno partecipato due rappresentanti dei residenti del viale.
 Rimane critico Michele Boato dei Verdi Colomba: «La settimana prossima i tigli non dovranno essere toccati. Abbattimenti e sostituzioni dovranno essere contestuali, a novembre, periodo favorevole a nuovi impianti. Non c’è fretta, perché i due alberi a rischio, possono resistere altri tre anni. Invece, il tiglio vicino alla farmacia può essere salvato, quindi e non deve essere abbattuto!».
 La riunione negli uffici di Bettin ha visto la partecipazione non solo dei rappresentanti del comitato dei tigli, ma anche di Pietro Milazzo dell’ufficio Verde pubblico, dei tecnici di Vesta, di Paolo Pietrobon perito dell’azienda municipalizzata e del presidente del Consiglio di Quartiere Carpenedo-Bissuola Sandro Simionato. L’incontro, dopo le polemiche dei giorni scorsi, ha siglato la pax tra cittadini e Comune, dopo che i tecnici di Vesta hanno sostenuto la necessità di abbattere immediatamente i tigli malati, per evitare che i giganti verdi cadano sulla strada. In particolare il consulente di Vesta ha illustrato una perizia, eseguita il 13 luglio col sistema del Vta (Visual Tree Assesment) e raccolta in tre fascicoli. In pratica, i tigli risultano essere gravemente malati e danneggiati dall’impossibilità di estendere le radici, a causa di un maldestro intervento dei marciapiedi, fatto 20-30 anni fa. I tigli sono stati inseriti nella categoria D di rischio di schianto, che comporta il carattere di urgenza immediata, a tutela della pubblica incolumità. Non c’è nessuna possibilità di salvare gli alberi, garantendo la sicurezza, secondo i tecnici comunali e di Vesta. Ai residenti, comunque, è stato concesso di partecipare alla scelta in vivaio dei tre tigli, che sostituiranno quelli da abbattere. Bettin ha spiegato che i nuovi tigli saranno scelti grandi compatibilmente con la possibilità di ottenere un impianto positivo.
 «Il consulente di Vesta ha proposto di piantare dei nuovi alberi con misure irrisorie (con tronco di 20-25 centimetri di circonferenza) - ha detto una rappresentante del comitato dei tigli - ma noi chiediamo delle essenze arboree più consistenti con circonferenze di 50 centimetri».
 Il braccio di ferro per i tigli di viale Garibaldi è in corso già da alcune settimane. Qualche giorno fa i tecnici fi Vesta, di fronte all’ennesima protesta, aveva rinviato l’abbattimento degli alberi. Adesso la decisione è presa.
 La settimana prossima entreranno in azione le seghe elettriche. Sembra non esserci più alcun margine di ripensamento.
(Michele Bugliari)

  • Articoli correlati - GIORNALI LOCALI GRUPPO ESPRESSO
  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • + Altri risultati