lunedì 22.03.2010 ore 02.51

ARCHIVIO la Nuova Venezia dal 2003

In viale Garibaldi scoppia la guerra dei tigli

 MESTRE. Riesplode la guerra del verde. Dopo le barricate alzate due anni e mezzo fa a Marghera, per salvare robinie e platani, adesso esplode una nuova rivolta, contro l’abbattimento di tre tigli in viale Garibaldi. Alberi vincolati dalla Soprintendenza ai beni ambientali e che andrebbero salvaguardati senza ricorrere alle motoseghe, dicono cittadini e ambientalisti. Piante seriamente compromesse e da abbattere, ribadisce il dirigente dell’ufficio del Verde Pubblico del Comune di Venezia.  «Al di là di qualsiasi vincolo, la natura fa il suo corso e quelle sono piante arrivate a fine corsa. Molto compromesse. Il tronco è sano per sette, otto centimetri, il resto è marcio». Giuseppe Milazzo, dirigente del settore Verde Pubblico del Comune di Venezia, non nasconde il fastidio. Ancora una volta cittadini e ambientalisti mettono in dubbio analisi e verifiche che portano a una sentenza di condanna, un’ordinanza di abbattimento. Stavolta si tratta degli alberi storici di viale Garibaldi, quelli vicino alla trattoria «Ai Tigli». Un tempo il viale era sterrato, oggi c’è il traffico, lo smog, i sottoservizi che rendono difficile la vita degli alberi monumentali. L’ordinanza di abbattimento Milazzo l’ha già firmata, gli operai di Vesta non sono ancora entrati in azione, e intanto monta la protesta. «Mi hanno portato copia del decreto di vincolo dei tigli di viale Garibaldi ma lì si parla della tutela del filare nel suo insieme, non di singole piante. La gente invece si ostina a voler mantenere com’è il filare di viale Garibaldi e questa è l’origine di tutti i problemi. Perché i tigli sono troppo vicini e questo produce fenomeni di auto-potatura. Quando il ramo è secco è l’inizio della fine, prima o poi si spezza e in quel punto si formano funghi. Andate a vedere com’è ora il Gran Viale al Lido di Venezia». Milazzo ha ricevuto lettere di protesta, un avvocato ha minacciato di ricorrere alla vie legali. «Delle due l’una, o siamo tutti imbecilli noi del Comune e di Vesta e quindi dovremmo essere tutti sostituiti oppure è la gente che non si fida. Ogni ramo che si taglia viene messo in discussione e si grida allo scandalo: ci possono essere stati in passato fatti di una certa leggerezza, ma io non ho mai ordinato un abbattimento tanto per fare». E ricorda i contenziosi in corso per alberi e rami caduti che hanno provocato incidenti e danni. Segno che in città c’è una quota di patrimonio arboreo malato, dove l’intervento è d’obbligo per evitare pericoli. Di più, aggiunge da Genova l’assessore all’Ambiente Paolo Cacciari, nel regolamento del verde di Venezia è stabilito che ogni albero tagliato vada sostituito. «E così sarà anche per viale Garibaldi», assicura l’assessore. Per i tre alberi di viale Garibaldi la sentenza di abbattimento è arrivata dopo vari test. Prima una valutazione Vta, un test visivo eseguito secondo un rigido protocollo; poi c’è stata la valutazione strumentale con una sorta di ecografia che permette di individuare le parti di tronco sane da quelle marce. «Per una pianta è bastata un’ecografia, per un’altra ce ne sono volute cinque - continua Milazzo - l’esito è che quei tigli sono seriamente compromessi, la pianta all’interno è vuota e anche le radici sono marce. Serve buon senso, non si può tenere in piedi un cadavere, cosa facciamo, gli mettiamo un palo per sorreggerlo, a costi folli per la collettività?». - Mitia Chiarin

Foto correlate - Repubblica.it Foto Gallerie

Tiziano a Venezia

(31 gennaio 2008)

| Redazione | Scriveteci | Rss/xml | Pubblicità

I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.

Gruppo Editoriale L'Espresso Spa - Via Cristoforo Colombo n.149 - 00147 Roma - Tel:+39.06.84781 - P.I. 00906801006