la Nuova di Venezia — 10 luglio 2004
pagina 19
sezione: NAZIONALE
MESTRE. Riesplode la guerra del verde. Dopo le barricate alzate due anni e mezzo fa a Marghera, per salvare robinie e platani, adesso esplode una nuova rivolta, contro labbattimento di tre tigli in viale Garibaldi. Alberi vincolati dalla Soprintendenza ai beni ambientali e che andrebbero salvaguardati senza ricorrere alle motoseghe, dicono cittadini e ambientalisti. Piante seriamente compromesse e da abbattere, ribadisce il dirigente dellufficio del Verde Pubblico del Comune di Venezia. «Al di là di qualsiasi vincolo, la natura fa il suo corso e quelle sono piante arrivate a fine corsa. Molto compromesse. Il tronco è sano per sette, otto centimetri, il resto è marcio». Giuseppe Milazzo, dirigente del settore Verde Pubblico del Comune di Venezia, non nasconde il fastidio. Ancora una volta cittadini e ambientalisti mettono in dubbio analisi e verifiche che portano a una sentenza di condanna, unordinanza di abbattimento. Stavolta si tratta degli alberi storici di viale Garibaldi, quelli vicino alla trattoria «Ai Tigli». Un tempo il viale era sterrato, oggi cè il traffico, lo smog, i sottoservizi che rendono difficile la vita degli alberi monumentali. Lordinanza di abbattimento Milazzo lha già firmata, gli operai di Vesta non sono ancora entrati in azione, e intanto monta la protesta. «Mi hanno portato copia del decreto di vincolo dei tigli di viale Garibaldi ma lì si parla della tutela del filare nel suo insieme, non di singole piante. La gente invece si ostina a voler mantenere comè il filare di viale Garibaldi e questa è lorigine di tutti i problemi. Perché i tigli sono troppo vicini e questo produce fenomeni di auto-potatura. Quando il ramo è secco è linizio della fine, prima o poi si spezza e in quel punto si formano funghi. Andate a vedere comè ora il Gran Viale al Lido di Venezia». Milazzo ha ricevuto lettere di protesta, un avvocato ha minacciato di ricorrere alla vie legali. «Delle due luna, o siamo tutti imbecilli noi del Comune e di Vesta e quindi dovremmo essere tutti sostituiti oppure è la gente che non si fida. Ogni ramo che si taglia viene messo in discussione e si grida allo scandalo: ci possono essere stati in passato fatti di una certa leggerezza, ma io non ho mai ordinato un abbattimento tanto per fare». E ricorda i contenziosi in corso per alberi e rami caduti che hanno provocato incidenti e danni. Segno che in città cè una quota di patrimonio arboreo malato, dove lintervento è dobbligo per evitare pericoli. Di più, aggiunge da Genova lassessore allAmbiente Paolo Cacciari, nel regolamento del verde di Venezia è stabilito che ogni albero tagliato vada sostituito. «E così sarà anche per viale Garibaldi», assicura lassessore. Per i tre alberi di viale Garibaldi la sentenza di abbattimento è arrivata dopo vari test. Prima una valutazione Vta, un test visivo eseguito secondo un rigido protocollo; poi cè stata la valutazione strumentale con una sorta di ecografia che permette di individuare le parti di tronco sane da quelle marce. «Per una pianta è bastata unecografia, per unaltra ce ne sono volute cinque - continua Milazzo - lesito è che quei tigli sono seriamente compromessi, la pianta allinterno è vuota e anche le radici sono marce. Serve buon senso, non si può tenere in piedi un cadavere, cosa facciamo, gli mettiamo un palo per sorreggerlo, a costi folli per la collettività?».
-
Mitia Chiarin