Manetti, un addio senza rancore

MESTRE. Ha scelto la penisola messicana dello Yucatan per smaltire le tossine fisico-nervose accumulate nel torneo appena concluso, passando dalla posada di un amico alle spiaggie di Cancun e Playa del Carmen. Alessandro Manetti da giovedì ha chiuso con il Venezia. Il contratto scaduto non è stato rinnovato, il futuro potrebbe essere a Catanzaro (il procuratore D'Amico sta trattando, ma l'interessato nicchia), e del passato resta solo l'amarcord.
«Sono felice di aver chiuso con una salvezza sofferta ma meritatissima. Mi dispiace solo per quanto è successo in partita, quell'espulsione costata due giornate di squalifica mi ha amareggiato». In effetti quell'entrata sull'avversario barese a due passi dall'arbitro poteva risparmiarsela. Il Venezia era appena passato in vantaggio e rischiava di giocare quasi tutta la ripresa in 10 contro 11. «Non volevo fare male. Nessuno si è accorto che al momento dell'impatto sono scivolato con la gamba d'appoggio e l'altra gamba, in effetti un po' troppo tesa, si è alzata di più colpendo l'avversario. Mano male che poi la gara si è chiusa in gloria, non mi sarei mai perdonato di aver messo nei guai i compagni».
Una salvezza che per Manetti è limpida come il mare caraibico. «Abbiamo battuto il Bari tre volte su quattro e anche nello spareggio d'andata prima di subire i pugliesi nella ripresa abbiamo costruito due-tre palle gol. Si è salvata la squadra che meritava di più, lo spareggio ha solo confermato la classifica finale».
Chiusa l'ennesima stagione di sofferenza, il Venezia guarda avanti, ma manca il nome di Manetti. Perchè? «Francamente non lo so. Prima di Natale e anche tre mesi fa il d.g. Michele Dal Cin mi ha chiamato per discutere il prolungamento di contratto. Da quel giorno nessuno si è fatto più vivo, io non ho chiesto nulla e il rapporto si è chiuso senza rancori. Non è escluso che un domani non possiamo rincontrarci, magari col sottoscritto in un ruolo diverso».
A 32 anni Manetti attende una chiamata. «Tutti sanno che tipo di giocatore sono e cosa posso dare. C'è qualcosa in ballo ma devo valutare bene ogni singolo aspetto, potrebbe essere l'ultimo contratto vero della mia carriera. Sono comunque contento di come si è sviluppato il mio biennio veneziano. Abbiamo centrato entrambe le volte la salvezza anche se mi rimane un senso di incompiuta perchè si poteva fare molto di più. Si è sofferto maggiormento quest'anno perchè lo spareggio è sempre un terno al lotto, lo scorso campionato l'atto finale con la Samp già promossa mancava di vero pathos. Credo di lasciare un buon ricordo, ho dato il 101% in campo e non ho mai tirato indietro la gamba. Anzi pensando allo spareggio forse la gamba l'ho persino alzata troppo...».
(Rolando Del Mela)