Un anno di terza corsia, dimezzati gli incidenti


MESTRE. La terza corsia in tangenziale in un anno di operatività ha dimezzato gli incidenti e ridotto di un terzo i feriti. Lo dicono i dati forniti dalla Società Autostrade Venezia-Padova. Tra aprile 2003 e lo stesso mese del 2004 gli incidenti in tangenziale si sono ridotti del 52,91% mentre il numero dei feriti è calato del 27,54%. E' in aumento costante invece il traffico veicolare. Quest'anno si supera la quota dei 29 milioni di veicoli in transito alla barriera di Villabona. Più 4,10 per cento rispetto al 2003.
La terza corsia ha reso più fluido il traffico e ha diminuito la pericolosità della tangenziale. Ad un anno dalla sua attivazione, il 14 aprile del 2003, tra aspettative, timori e polemiche, la Società Autostrade Venezia-Padova traccia il primo bilancio dell'operatività del sistema T3. Meno code significa anzitutto meno incidenti.
Dai 189 sinistri del 2003 si è scesi drasticamente agli 89 del 2004, il che vuol dire che in un anno ci sono stati oltre il 52 per cento di incidenti in meno. In calo anche i feriti. Dalle 69 persone rimaste ferite nel 2003 si è scesi quest'anno a 50 con una riduzione del 27,54 per cento.
Suddividendo i dati sull'incidentalità, a seconda delle carreggiate e dei mezzi coinvolti, si scopre che quest'anno 51 incidenti (34 i veicoli e 17 i mezzi pesanti coinvolti) sono avvenuti lungo la Ovest, in direzione di Milano mentre 38 (20 veicoli leggeri e 18 pesanti coinvolti) hanno interessato la Est, in direzione di Trieste. Nel 2003 eravamo in una situazione decisamente capovolta. Sessanta i sinistri contati in carreggiata Ovest (35 mezzi leggeri e 25 pesanti coinvolti) e 129 in Est (con 90 autoveicoli e 39 camion interessati). Lo scorso anno era più alto anche il numero dei mezzi pesanti coinvolti soprattutto in tamponamenti e spesso dagli esiti mortali. Segno, spiegano alla Società Autostrade, che la corsia dedicata ai mezzi pesanti, se rappresenta un blocco per chi entra o esce dalla tangenziale dagli innesti cittadini (come Marghera, Miranese e Castellana), comunque contribuisce a ridurre la pericolosità dei transiti.
A concorrere alla maggiore sicurezza in tangenziale sono stati più fattori: la suddivisione dei traffici a seconda delle corsie (le due a sinistra per le auto, quella di destra per i mezzi pesanti); i limiti di velocità di 80 e 50 chilometri all'ora, a seconda della tipologia dei veicoli in transito; il sistema di controllo con telecamere della terza corsia che ha permesso almeno in un centinaio di occasioni di intervenire in caso di incidenti e tamponamenti, chiudendo per pochi minuti oppure per un'ora al massimo la terza corsia e spostando tutto il traffico sulle altre due.
Alla Società Autostrade risulta che in un anno ci sia stato un solo episodio di chiusura totale della tangenziale. Poca cosa, rispetto agli anni passati quando ogni giorno chi entrava in tangenziale si faceva il segno della croce perchè sapeva di rischiare di restar bloccato per ore nel traffico paralizzato, anche per un piccolo incidente. Ma c'è anche un effetto indesiderato. Una tangenziale finalmente fluida e percorribile attrae più traffico. La conferma è arrivata con il ponte di Pasqua quando il traffico è aumentato del 10 per cento con punte di 107 mila transiti in un giorno. Cifre che si ricordavano, finora, solo in occasione dell'esodo ferragostano. Gli ultimi dati della Autostrada Venezia-Padova confermano i timori. In un anno il traffico è aumentato del 4,10 per cento. I passaggi, registrati al casello di Villabona, dicono che nel 2003 si sono contati 28 milioni e 354 mila veicoli; nel 2004 siamo a quota 29 milioni e 709 mila passaggi. Ed ora i disagi si vivono all'innesto tra A4 Trieste-Venezia e A27 con la tangenziale. L'altro ieri a Roma le società autostradali hanno incontrato l'Anas per illustrare il progetto da quasi 10 milioni di euro che dovrebbe sciogliere il «nodo» della Bazzera. Una soluzione tampone, più velocemente realizzabile, è l'allargamento della rampa di innesto tra A4 e A27. Da valutare più attentamente, sia per i tempi che per i costi, è invece l'ipotesi definitiva: un cavalcavia sulla A4 per dividere il traffico pesante dalle auto dirette in tangenziale, che dovrebbero deviare per un tratto sulla bretella per l'aeroporto. La prossima settimana se ne discute in Regione.

Mitia Chiarin