07 marzo 2004 —
pagina 08
sezione: Attualità
TEL AVIV. Uno sberleffo alla paura, una sfida alla logica, agli allarmi, alla massima allerta: per la festa del Purim, il carnevale ebraico che ricorda il salvataggio degli ebrei di Babilonia, migliaia di giovani in maschera si sono riversati per le strade delle grandi città di Israele, gioiosi, pronti a fare colare a fiumi birra e vino. La festa durerà fino a martedì: iniziata venerdì, si è interrotta per quasi 24 ore per lo shabbat, è ripresa ieri pomeriggio. I ragazzi di Tel Aviv sono scesi per le strade a coppie o a gruppi, incuranti degli avvertimenti dei servizi di sicurezza, secondo i quali oltre 50 attentati sono in preparazione da parte dei gruppi armati palestinesi. Per precauzione Israele ha però deciso la chiusura di tutti i punti di passaggio con la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. In mattinata la notizia di un attacco kamikaze sventato a Erez, al confine con Gaza, nel quale sono morti i due attentatori e due poliziotti palestinesi, nel pomeriggio a Gerusalemme lennesimo allarme con posti di blocco per linfiltrazione di un presunto terrorista suicida.
Ma tutto ciò non ha dissuaso i giovani israeliani: Tel Aviv soprattutto, la città da sempre più moderna e spensierata del paese, è stata invasa dai festanti di Purim: costumi spesso sexy per le ragazze, Cenerentole dalle minigonne invisibili, altezzose regine con spacchi, tanti colori anche per i ragazzi, parrucche viola, rosse, gialle, per tutti. A Purim i precetti religiosi impongono ai fedeli timorati di Dio di festeggiare a oltranza, fino a ubriacarsi e quindi si è festeggiato anche nei quartieri ultraortodossi di Gerusalemme.
Restare a casa oggi vorrebbe dire arrendersi ai terroristi, alla violenza commenta Annat, una Biancaneve dai capelli viola, nel cuore di Tel Aviv, una delle zone più a rischio attentati.