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L’ospedale piace al San Raffaele


di Giovanni Cagnassi
 JESOLO. Occhi puntati sull’ospedale di Jesolo. Sono quelli del San Raffaele di Milano, il gruppo lombardo che pare sia interessato al futuro nebuloso della sanità jesolana. In occasione dell’incontro promosso da Forza Italia di Jesolo con l’assessore Fabio Gava, il sindaco Francesco Calzavara, reduce da un viaggio negli States, se ne è uscito candidamente con questa rivelazione pubblica, che dalle colonne della Nuova di Venezia e Mestre era già stata anticipata diverso tempo fa.
 Il sindaco ha sapientemente calamitato su di sè l’attenzione, facendo oltretutto uscire allo scoperto l’assessore regionale il quale ha lucidamente analizzato che le schede parlano chiaro: di quattro ospedali, ne devono rimanere tre, e la casa di cura non potrà che andare a gestire Jesolo consentendo di risolvere tutti i problemi, ma entro e non oltre il 31 dicembre 2004.
 Daniele Bison (An) porge in serata «l’uovo di colombo»: perchè non fare entrare Cavallino con i suoi 15 mila residenti e milioni di turisti nell’Asl 10? I numeri salgono e gli ospedali possono rimanere grazie ai nuovi parametri. «Ma Gava - spiega Bison - ha spiegato finalmente che così facendo cadrebbe a picco la sanità veneziana e allora scopriamo non solo che Jesolo sconta i quattro ospedali, ma anche quello di Venezia».
 Torna anche Claudio Ferro, oggi responsabile Sdi per quanto riguarda la sanità veneta. «Basta con le bugie - sbotta - solo la gestione pubblica garantisce i cittadini, il resto rischia davvero di farci perdere tutto. La gestione deve essere pubblica».
 A Jesolo ci sono anche persone molto vicine al San Raffaele, che da osservatori cercano di muoversi in questa confusione e ambiguità. Nel caos Mario Pezzoli ci mette del suo: «Ormai lo sappiamo tutti del San Raffaele - commenta - e ben venga, ma ogni soluzione deve tenere conto dei cittadini e del loro ospedale e non può essere un investimento meramente in strutture ricettive e termali».
 Ma c’è da giurare che se realmente arriverà un gruppo del rango di quello milanese, investirà sicuramente anche e soprattutto nel grande business degli impianti termali. Il coordinatore di FI Renato Meneghel chiede con moderazione che siano riconosciuti i passi in avanti compiuti a Jesolo per il suo ospedale e invoca una soluzione che possa mantenere determinati standard e garanzie. Ormai sull’ospedale parlano tutti, dal presente, al passato, addirittura al trapassato. Di certo, per il momento, non c’è ancora nulla di sicuro e la situazione su chi gestirà la struttura è ancora solida.