«Quanto mi scoccia non poter giocare questa partita»

MESTRE.Non giocare Verona-Venezia gli brucia da morire. «Ci sono stato cinque anni e mezzo, ho esordito in A in maglia gialloblu e poi giocare al Bentegodi è uno stimolo pazzesco - spiega Alessandro Manetti - pensate cosa provo a restare in tribuna...». Un rapporto stretto quello fra Manetti e la città scaligera. Lui, giovane romano prodotto del vivaio laziale, mandato prima a Mantova e poi ad Acireale a farsi le ossa e infine gettato nella mischia proprio a Verona. «Eh sì, il mio esordio in A è stato proprio col botto. Ricordate un Milan-Verona 4-1 col favoloso gol di Weah che parte dalla propria area di rigore, fa tutto il campo saltando cinque-sei maglie gialloblu e batte Attilio Gregori? A tirare il corner da cui è nato il solitario contropiede di Weah è stato il sottoscritto che nelle riprese, viste cento volte in tivù proprio per la bellezza del gol, ad un certo punto appare in primissimo piano».
Nei flash veronesi si fissa anche un certo Verona-Salernitana. «Vincemmo 4-1 e io battei tre rigori segnandoli sempre. Uno fu ripetuto, siglai una doppietta a Chimenti, quel giorno fui infallibile». Il distacco dalla città di Giulietta e Romeo invece riporta ricordi amari. «Avevo iniziato la sesta stagione, gioco 16 partite su 18, la squadra va come un treno, otto vittorie consecutive con Prandelli in panchina, ma sono in scandenza di contratto a giugno e non mi accordo con la società. Decidono di cedermi a gennaio e vado al Genoa dove allena Cagni, che ho avuto a Verona. Il mio contratto fu depositato all'ultimo secondo, da una parte il Verona che minacciava sei mesi di tribuna, dall'altra il Genoa».
Torniamo all'attualità, alla sfida in programma domani pomeriggio al Bentegodi. «Del mio Verona è rimasto poco o nulla. Melis, Italiano ma ricordo con affetto mister Maddè che subentrò proprio a Cagni. Con lui conducemmo un gran girone di ritorno giungendo ottavi. E' un tipo che trasmette serenità, cerca di farsi carico delle pressioni per lasciare tranquilla la squadra. Per il Venezia la sua presenza in panchina è un avversario in più». E' un Verona con molti problemi... «Anche noi ne abbiamo. In attacco non c'è un elemento importante come Fantini ed è capitato questo inconveniente di Guidoni. Loro sono una formazione costruita guardando soprattutto al bilancio ma in attacco hanno qualità. Il rumeno Mihalcea lo conosco bene, è stato mio compagno al Genoa, ha colpi da gran giocatore ma anche Adaiton e Myrtaj non sono gli ultimi arrivati. Vediamo come si mette la partita, provare ad analizzare le partite dopo la sosta natalizia è sempre un azzardo. Ma in ogni caso il Venezia deve uscire dal Bentegodi con un risultato positivo, muovere la classifica è troppo importante».
(Rolando Del Mela)