ARCHIVIO la Nuova Venezia dal 2003

A caccia senza licenza, denunciato

 CAORLE. L’hanno battezzata «Operazione Tamariso». La polizia provinciale con il comandante dottor Chiaia ha disposto un servizio mirato contro il bracconaggio nella località Marango, ai confini di Caorle. Una zona particolarmente battuta dai bracconieri che cacciano specie protette e sparano senza licenza. Ieri la polizia provinciale ha individuato un trentunenne di Portogruaro, C.B., che non solo era sprovvisto dell’autorizzazione per la caccia, ma anche del porto d’armi. Gli agenti si sono travestiti da cacciatori di frodo, per non alimentare sospetti in questa area molto vasta del Marango, dove negli ultimi mesi sono stati segnalati diversi bracconieri. Hanno fraternizzato con alcuni di loro e poi sono incappati nel trentunenne che è stato scoperto in modo clamoroso. Al bracconiere di Portogruaro è stata elevata una sanzione amministrativa di circa 1000 euro: è stato poi denunciato alla Procura della Repubblica perché non aveva licenze di sorta, né quella quellaper le armi, che sono state sequestrate, né per la caccia vera e propria. Il comandante Chiaia ha disposto svariati servizi antibracconaggio in tutte le zone protette del Sandonatese e Portogruarese. Le auto della polizia provinciale sono facilmente identificabili e pertanto l’unica soluzione che si è prospettata è stata quella di mimetizzarsi e comportarsi come i veri bracconieri che in questo modo vengono facilmente bloccati e puniti. La polizia provinciale ha dato un giro di vite contro il trasgressori. Il Veneto Orientale è un territorio vasto e apprezzato dalle associazioni venatorie che hanno sempre rispettato l’ambiente e i regolamenti che disciplinano la caccia e tutelano le specie protette. L’Operazione Tamariso che si è ispirata a questa pianta selvatica che cresce nelle valli e protegge dal vento.
(Giovanni Cagnassi)