«Siamo caricati, vedrete...»

MESTRE. Ci tiene a far bella figura domani sera contro un vecchio maestro: «Mister Mutti l'ho avuto due anni a Verona, so come lavora, oltretutto è persona capace e equilibrata. Non è un caso che con lui il Messina abbia inanellato una serie di cinque vittorie e due pareggi. E' l'eccezione che conferma la regola sul cambio di allenatore in corsa». Alessandro Manetti esorcizza cosi la presenza in panchina di Bortolo Mutti, taumaturgo di un Messina resuscitato dopo un inizio balbettante che era costato la panchina al tecnico debuttante Patania.
Ma prima di affrontare l'argomento d'attualità, il Messina appunto, torniamo per un attimo alla bella partita di Tempio Pausania: «Un pari che avremmo tutti firmato alla vigilia e che per come è maturato lascia un pizzico di rammarico», spiega Manetti, subentrato nel nuovo centrocampo a tre nel settore sinistro all'infortunato Amerini, «siamo stati bravi a non chiuderci, affrontando il Cagliari a viso aperto, sapendo di avere a disposizione tutti gli elementi per metterlo in difficoltà».
La nuova posizione in campo voluta da Gregucci gli piace molto: «Rispetto alla posizione del 4-4-2 più decentrata, sono più nel vivo del gioco e mi arrivano più palloni. - conferma Manetti - «Tutta la squadra se ne è giovata, attaccando col tridente grazie alla velocità di Fantini e Babù e alla rapidità di Miramontes ma ripiegando con cinque uomini a centrocampo in fase di non possesso palla. L'infortunio di Amerini? Sembra scontato quando diciamo che siamo in 25 ma è cosi. E poi non parliamo di dualismo Manetti-Amerini, siamo in tanti là in mezzo, Daniele è un destro naturale, può giocare dall'altra parte come Brellier, per esempio, è in grado di giostrare a sinistra».
Le cifre dicono che Venezia e Messina sono le formazioni più in forma del campionato: «Le ultime cinque partite fotografano questa situazione. Sarà una partita difficilissima, molto tattica, loro sono gasatissimi».
E ad osservare la rosa, la qualità abbonda. In sede di previsione lo stesso Gregucci aveva inserito il Messina fra le pretendenti alla promozione.
«In effetti era sorprendente vederli in fondo alla classifica» prosegue il centrocampista romano «è una formazione con gente di categoria alla quale sono stati aggiunti alcuni elementi di spicco, giocatori navigati come le punte Zaniolo e Di Napoli, Parisi, già decisivo a Trieste lo scorso anno, Campolo».
Si rivede al Penzo Arturo Di Napoli, temutissimo ex, reduce da tre gol nelle ultime tre partite: «Lo conosco bene «Re Artù», in B fa davvero la differenza. Ma farei molta attenzione anche al suo compagno di reparto, Zaniolo, un attaccante simile a Guidoni, molto bravo a giocare di sponda. Sono tutti brutti clienti, ma i nostri difensori sono ben attrezzati per fermarli, anche perchè i recenti buoni risultati ci hanno caricato a mille».
(Rolando Del Mela)