«Il cvm continua a uccidere»

MESTRE.A pochi mesi dall'inizio del processo d'appello contro Montedison ed Enichem - assolte in prima istanza dall'accusa di «strage colposa d'operai e disastro ambientale» -, arriva la conferma che il cloruro di vinile monomero continua ad uccidere lavoratori che sono stati esposti a questa sostanza per oltre dieci anni: in tutto 248 decessi per tumore tra il 1973 e il 1999.
Lo dice lo «studio epidemiologico dei lavoratori esposti al cvm a Porto Marghera» diretto di dottori Roberta Pirastu e Pietro Comba (Istituto superiore di sanità) e Annibale Biggeri (università di Firenza), pubblicato quest'estate dalla rivista dell'Associazioni medici epidemiologi. L'indagine studia la mortalità degli esposti a cloruro di vini nello stabilimento del Petrolchimico di Porto Marghera che produce Pvc di proprietà, nel corso degli anni, di Montedison, Enichem ed Evc-Ineos. I lavoratori interessati dall'indagine sono 1.658 lavoratori, tutti assunti dal 1950 e presenti al lavoro al 1956, e da tutti coloro assunti successivamente ma non oltre la fine del 1985.
La mortalità per «tumore primitivo, del fegato è risultato significativamente superiore all'attesa» e il «tasso di mortalità per angiosarcoma epatico (6 casi) aumenta al crescere della durata e dell'esposizione cumulativa».
Anche i tassi di mortalità per carcinoma epatocellulare (12 casi) e cirrosi (20 casi) aumentano al crescere dell'esposizione cumulativa.
Tra gli addetti esclusivamente alla mansione di insaccatore, e presumibilmente esposti ad alti livelli di polvere di Pvc, la mortalità per tumore del polmone è risultata essere 231 volte maggiore rispetto ai non addetti. Lo studio ha anche constatato che «l'accesso al Petrolchimico si basava su una selezione di coloro in buono stato di salute e nel successivo allontanamento precoce dei soggetti che si ammalavano». «I risultati dello studio - spiegano i medici - sono coerenti con l'evidenza epidemiologica relativa al nesso causale tra l'esposizione a vvm e l'angiosarcoma del fegato, essi corroborano la natura causale dell'aumento di rischio per il carcinoma epatocellulare e la cirrosi epatica come anche per il tumore del polmone tra coloro che hanno svolto la mansione d'insaccatore». Anche questo studio, naturalmente, sarà presentato dal pm Casson, al processo d'appello contro Montedison ed Enichem che inizierà nel gennaio 2004. (g.fav.)