Il Patto si trasforma in partito «Correremo a ogni elezione»

di Mattia PertoldiwUDINEIl rebus ancora da scogliere non è trascurabile - cioè il ruolo di Sergio Cecotti nel nuovo movimento -, ma da adesso non si potrà più tornare indietro: il Patto per l'Autonomia ha consegnato nelle mani del notaio i documenti per la trasformazione del gruppo in un partito vero e proprio e in primavera si presenterà in ogni consultazione in programma, cioè Politiche, Regionali e pure Comunali di Udine dove in pole c'è Andrea Valcic.Una sorta di federazione autonomista che nel ruolo e negli obiettivi da raggiungere per il Fvg «si ispira all'Svp altoatesina», ha spiegato Massimo Moretuzzo, nata dalla "fusione" del Patto stesso, di Patrie Furlane, guidata dal consigliere provinciale di Udine Federico Simeoni, e dai Manovali per l'Autonomia di Rosario Di Maggio. Da inizio gennaio, dunque, si parte con il countdown che mette già di fronte il blocco autonomista alla prima scadenza e cioè la definizione dei nomi per i sette collegi uninominali (tra Camera e Senato) del Fvg - «perché ci presenteremo ovunque, anche a Trieste», sostiene Markus Maurmair - e soprattutto la raccolta firme (ne servono 800 in ogni area maggioritaria) per la presentazione delle candidature, previsto tra 28 e 29 gennaio.Di certo, fino a questo momento, si sa soltanto che a correre nel collegio di Pordenone sarà il sindaco di Valvasone Maurmair vista la decisione di non dimettersi dal ruolo di primo cittadino per candidarsi alle Regionali «in nome del rispetto che devo ai cittadini che mi hanno eletto»., Per il resto, però, gli autonomisti alzano una specie di cortina fumogena. In ballo paiono esserci, oltre a Simeoni e Di Maggio, pure il sindaco di Carlino Diego Navarria, oppure quello di Tramonti di Sotto Giampaolo Bidoli, mentre sembra esclusa la corsa di Moretuzzo che guarda alle Regionali.Sì, perché il vero obiettivo del Patto è piazza Oberdan e, la sensazione è netta, le Politiche possono servire agli autonomisti come sorta di prova generale in vista del 29 aprile oltre al fatto di non "scomparire" dalla comunicazione istituzionale, e dalla campagna elettorale vera e propria, per una manciata di mesi. Un periodo che, invece, servirà soprattutto a farsi conoscere sul territorio presentando il nuovo simbolo. A tal proposito, inoltre, sono già pronte due varianti: una con la scritta "Cecotti presidente" e la seconda senza il nome dell'ex governatore. Un particolare non banale quello della presenza di Cecotti (ieri assente alla conferenza stampa degli autonomisti) perché è innegabile come nessun esercito sia in grado di vincere senza un generale di valore, ma allo stesso tempo a poco serve un graduato di peso senza le truppe. «Cecotti fa parte della nostra squadra - ha sostenuto Moretuzzo -, adesso resta da capire se farà il centravanti oppure il mediano. Noi crediamo sia l'unico in grado, da presidente, di tirare fuori dal pantano questa Regione e di difenderla seriamente nei confronti di uno Stato che negli ultimi sei anni ha privato il Fvg della bellezza di 7 miliardi di euro di risorse».Il "balletto" dell'ex sindaco di Udine, in ogni caso, non potrà durare ancora a lungo viste le tempistiche e, nel frattempo, il Patto ha stilato il proprio programma, o meglio un cahier de doléances di quello che c'è da rattoppare in regione. Per gli autonomisti «il Fvg non può sopravvivere a un altro quinquennio con i partiti tradizionali al vertice», ma a leggere le lamentele - da una sanità «crollata al penultimo posto in Italia», passando per la rivisitazione dello Statuto «avvenuta senza nemmeno informare il Consiglio regionale» fino a Mediocredito «svenduta a Iccrea quando 11 Bcc del Fvg su 15 hanno invece scelto Trento» - gli attacchi sono molto più diretti al Pd e a Debora Serracchiani rispetto al centrodestra. Attenzione, poi, alle possibili alleanze autonomiste. Ieri, alla conferenza, era in prima fila il vicepresidente della Slovenska Skupnost Julijan Cavdek che ha parlato in maniera chiara. «Guardiamo con molto interesse all'esistenza di un'altra forza autonomista - ha spiegato - che peserà molto sulla posizione del partito alle elezioni. Negli ultimi anni, data l'assenza di movimenti simili al nostro, siamo sempre stati costretti ad allearci con il centrosinistra. Ma adesso, finalmente, abbiamo un'alternativa valida con cui verificare le possibilità di un'alleanza».©RIPRODUZIONE RISERVATA