Federconsumatori: ennesimo balzello

di Maura Delle CasewUDINEIl caro spesa farà i conti nel 2018 con il costo delle buste di plastica destinate agli alimenti sfusi. Ognuna costerà dai 2 ai 10 centesimi che significa un minimo di 10 centesimi in più sullo scontrino fiscale nei supermercati più generosi fino a un massimo di 50 centesimi. La stima è della presidente di Federconsumatori Fvg l'avvocato Barbara Puschiasis, che moltiplica la novità per le tante spese che si fanno in un anno: «Inciderà - afferma - sul budget familiare già provato dagli aumenti di utenze, accise e beni di consumo. Si tratta dell'ennesimo balzello». Che i consumatori non potranno in alcun modo aggirare. «A mio avviso - continua Puschiasis - uno dei passaggi più importanti della norma è quello che chiarisce l'obbligo di pagamento dei sacchetti accompagnandolo al divieto di riutilizzo delle buste biodegradabili. I consumatori non potranno insomma portarsi i sacchetti da casa». Ma li potranno riutilizzare, staccato il prezzo, per la differenziata a casa. Puschiasis storce il naso. «Pensiamo alla loro fragilità - attacca - è già tanto se, vista la fragilità, queste buste arriveranno sino a casa solo con qualche buco e non totalmente lacerate. Siamo al paradosso: invece che favorire chi riutilizza contenitori o buste riducendo gli sprechi obblighiamo tutti all'acquisto di borse nuove». A ogni spesa. Conclude Puschiasis: «Va bene la lotta allo spreco e all'inquinamento, ma crediamo si debba investire di più sull'educazione al riciclo, con regole più severe anche per gli imballaggi al fine di renderli più facilmente riutilizzabili e smaltibili con la raccolta differenziata».Non parteggia per la novità neanche il presidente di Confcommercio del Friuli Venezia Giulia Alberto Marchiori, che anzi parla dell'ennesima trovata. Quali le conseguenze? «Bisognerebbe chiederlo a chi ci governa e ogni un per due esce con una novità negativa creando scompensi. Anche in questo caso ci sarà un problema di assestamento iniziale, poi si entrerà nella normalità. Ma il problema dei continui cambiamenti resta. Sarebbe meglio - per il numero uno di Confcommercio - ci fossero più coerenza e stabilità da parte di chi ci governa». Al netto delle valutazioni, di fronte alla scadenza perentoria, negozi grandi e piccoli hanno dovuto adeguarsi. «Come azienda - fa sapere l'amministratore delegato di Aspiag Italia Francesco Montalvo - riteniamo giusto che ci sia un aumento della sensibilità da parte di tutti sul rispetto ambientale e siamo quindi pronti ad adottare soluzioni che vadano in tal senso. Detto questo, la norma ci ha presi un po' in contropiede. Noi come altri ci siamo dovuti adeguare in fretta». «Il reperimento - aggiunge Montalvo - non è stato semplicissimo e ha posto un tema importante che riguarda il costo di approvvigionamento delle buste per le aziende. Sono convinto che più avanti si andrà più i prezzi si ridurranno». Una convinzione che ha tanto il sapore di un auspicio. Se non di un monito a evitare speculazioni su quello che dal primo gennaio, al di là del beneficio ambientale, per qualcuno sarà anche un business.©RIPRODUZIONE RISERVATA