Nel lascito di don Zannier gioielli letterari del '700

di Anna CasasolawMAJANOCi sono anche due preziosi testi risalenti al 1700 tra gli oltre 3 mila libri che compongono la biblioteca che don Domenico Zannier nel corso della sua vita ha raccolto e che ha lasciato alla città di Majano. È alle battute finali il lavoro di inventariazione dell'immensa biblioteca che don Domenico Zannier, il prete poeta scomparso a gennaio a 86 anni, ha lasciato al Comune di Majano. Volumi di pregio ma anche un migliaio di opuscoli e numerosi manoscritti, tra i quali sono spuntati anche due veri e propri diamanti, come riferisce il sindaco della città Raffaella Paladin: «Si tratta di due testi del '700 in ottime condizioni che, come gran parte dei volumi lasciatici da don Zannier, troveranno posto nella nuova ala della Biblioteca comunale». Vicino alla biblioteca, aveva spiegato il sindaco al momento dell'apertura del testamento del prete che risiedeva a Casasola di Majano, c'è il vecchio appartamento del custode. L'amministrazione comunale ha deciso di collocare in quegli spazi, non appena saranno ristrutturati, i libri di don Zannier. Nella stessa ala, è il progetto dell'amministrazione, sarà ricostruito fedelmente lo studio di don Zannier collocando il suo antico scrittoio al centro e, alle pareti, le opere d'arte a lui più care. Il sindaco, nell'annunciare l'importante ritrovamento, ha voluto ringraziare la responsabile della biblioteca comunale, Antonella Soravito, e i ragazzi dell'Informa Giovani (Giulia Benedetti, Laura Calligaro, Ilenia Copetti, Anahi D'Odorico, Nicola Marcuzzi, Federica Menegon, Sara Tomasini, Isabel Gloria Tonini), del Servizio civile solidale (Riccardo Violino e Caterina Zilli), quelli della Borse lavoro giovani (Christian Chiavotti e Massimiliano Carmine Miniutti), dell'Scs (Dana Bagioli, Matea Spanjic e Sebastiano Vitri) «che - ha detto - in un periodo così breve hanno effettuato un così importante lavoro». I testi più importanti tra quelli inventariati in circa due mesi sono un breviario e un libro non religioso: si tratta di un saggio scritto da Johann Buckhardt Mencke, pubblicato ad Amsterdam nel 1716. Il saggio è famoso per aver usato per la prima volta la parola "ciarlatano" in Germania. Quanto al resto «ci sono testi di prestigio - spiega Soravito - che indicano lo spessore del proprietario»: don Domenico Zannier è ricordato infatti per la sua attività di giornalista e scrittore, fu candidato nel 1986 al Premio Nobel per la Letteratura. Tra i libri inventariati non ci sono testi di narrativa e pochissimi sono quelli religiosi: la maggior parte sono libri di storia, cultura e tradizioni friulane, letteratura, linguistica e filologia sulle lingue minoritarie. Ci sono libri sulla lingua egizia, copta e poesie.©RIPRODUZIONE RISERVATA