Rifugiati, le famiglie salgono a sei

di Laura VenerusPorte aperte ieri alla Casa Madonna Pellegrina e a una struttura Sprar (dove viene svolta l'accoglienza di secondo livello) in occasione delle iniziative per la Giornata mondiale del rifugiato. Una serata intera di eventi con una festa multietnica, mercatino, le associazioni, un apericena etnico nel giardino e il concerto dei Wicked Dub Division. Con l'occasione, è stato fatto anche il punto della situazione accoglienza con Ivana Latrofa, la responsabile di "Nuovi vicini". Attualmente sono 800 i richiedenti asilo ospitati nelle strutture di Nuovi vicini, 430 direttamente dalla coop, gli altri assieme alle altre 8 coop del territorio riunite in Ati (associazione temporanea, di cui "Nuovi vicini" è capofila). Gli altri richiedenti asilo sono ospitati nelle strutture della coop Sviluppo e lavoro (un centinaio) e Sacra Famiglia (15): a questi si aggiungono i 67 in Sprar e la settantina presente in hub. In totale, dunque, i richiedenti asilo nelle strutture superano il migliaio ai quali si aggiungono quelli che non sono ancora stati accolti (una quarantina) e che fanno lievitare ulteriormente il numero. «Il ricambio è piuttosto lento, anche perché ci sono molti ricorrenti - ha spiegato Latrofa -. Chi ha avuto il diniego dalla commissione presenta ricorso, e oggi siamo di fronte anche a casi di chi ha raggiunto il secondo grado di ricorso». La novità dell'ultimo periodo è la presenza di famiglie di richiedenti asilo sul territorio. «Fino a poco tempo fa non ce n'erano - ha sottolineato Latrofa - invece oggi ne abbiamo sei. Si tratta di famiglie con minori e un caso di famiglia monoparentale. Loro non seguono l'iter tradizionale: non entrano in hub, quindi in attesa che si liberi un appartamento, dove vivranno insieme, li ospitiamo noi». "Nuovi vicini" è sempre alla ricerca di nuovi alloggi dove poter ospitare richiedenti asilo, ma non è facile trovare disponibilità. «Ad Aviano e Pordenone, i Comuni dove l'accoglienza è più numerosa, non cerchiamo più e non accettiamo più richieste - ha fatto sapere -. Quindi la nostra ricerca è in altri comuni per l'accoglienza diffusa, ma non è facile trovare disponibilità». Quella della visita alla struttura è stata un'iniziativa molto apprezzata e diversi gruppi di persone hanno potuto vedere da vicino il sistema d'accoglienza avviato dalla "Nuovi vicini". Tra loro il prefetto di Pordenone Maria Rosaria Laganà, come semplice cittadina. ©RIPRODUZIONE RISERVATA