C'È STATA VERAMENTE UNA SVOLTA STORICA CON IL DECRETO DELRIO?

Il regime doganale del porto franco di Trieste è come l'araba fenice: semplicemente non esiste. E un decreto ministeriale non può cambiare le regole del codice doganale europeo. Inizierà ora, verosimilmente, una un braccio di ferro tra autorità doganale e autorità portuale di Trieste, che finirà in tribunale, e forse anche alla Corte di Giustizia europea, il cui giudizio nella precedente battaglia sul punto si fece in modo, da parte delle autorità italiane, di evitare.Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Graziano Delrio ha detto qualche giorno fa a Trieste: «Essere l'unico porto franco in Europa significa per Trieste più facilità di accesso delle merci, extra territorialità doganale, e quindi più competitività».La presidente della Regione, a sua volta : «Una pagina storica per Trieste e per il Friuli Venezia Giulia, che porterà un'impennata sui posti di lavoro. È davvero un momento epocale per la città e per la portualità regionale. Abbiamo concluso un percorso amministrativo che ci permette di poter dire che il porto di Trieste è il primo punto franco internazionale in Europa a fare quello che si dice quando si parla di zona franca: extradoganalità, libero accesso e soprattutto la possibilità di svolgere in punto franco la prima lavorazione degli insediamenti industriali».Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza ha aggiunto: «È un momento veramente storico per la nostra città. Questo porterà veramente molto interesse, lavoro e sviluppo per Trieste. Oggi credo che siamo l'unico scalo d'Europa porto franco». «Mi sono emozionato perché ho capito l'importanza della giornata. I triestini forse non si ricordano, ma il porto franco era fermo da 20-30 anni. Oggi il decreto attuativo lo sblocca, con grande opportunità di lavoro e crescita per la nostra città».Il presidente dell'autorità portuale Zeno D'Agostino: «Oggi viene sancito e certificato che l'autorità di sistema portuale gestisce, coordina, promuove e organizza tutte le attività dei punti franchi del porto franco internazionale di Trieste».Per altro verso, a Udine si sono fatti sentire i mugugni dei friulani per questa alleanza del sistema portuale della Venezia Giulia con retroporto nella Destra Tagliamento, che così lascia fuori Udine.Si sta verificando una situazione politica analoga a quella del 1964 quando, come mi spiegava nel 1968, giunto io a Udine da viceispettore di dogana di prima nomina, il mio direttore, e maestro dottor Rizieri Valdevit friulano e friulanista, si verificò un voto di scambio a livello politico nazionale e locale tra concessione dell'autonomia speciale alla artificiale Regione Friuli-Venezia Giulia e costituzione della provincia di Pordenone?Non lo so, quello che so è che la specialità del regime doganale dei punti franchi di Trieste è una vecchia storia che di tanto in tanto viene tirata fuori.In realtà il decreto del ministro Delrio, firmato a Trieste ed emanato a seguito dell'art. 7 del decreto legislativo 169 del 4 agosto 2016, che modifica l'art. 6 della legge 84/1994, non ha la vis giuridica di richiamare in vita l'allegato VIII al Trattato di pace del 1947, morto e sepolto per effetto dell'art. 234 del Trattato di Roma del 1957 istitutivo della Comunità Economica Europea, secondo il quale i diritti e gli obblighi derivanti da convenzioni internazionali concluse anteriormente, tra uno Stato membro e uno Stato terzo, se incompatibili col trattato devono essere eliminati, salva la responsabilità di diritto internazionale dello Stato contraente inadempiente fatta valere giudizialmente dallo Stato terzo che invocasse i diritti derivanti dalla convenzione preesistente al Trattato Cee, nel caso di specie gli Stati vincitori firmatari del Trattato di pace di Parigi del 1947 non facenti parte dell'Unione Europea e degli accordi di associazione con l'Unione Europea.Prova ne è che il codice doganale dell'UE include il porto di Trieste, al pari di tutti gli altri porti italiani, nel territorio doganale comunitario, per cui non esiste una extraterritorialità dei punti franchi di Trieste ma una extradoganalità presunta tipica del regime doganale di zona franca come disciplinato dagli artt. 243, 244, 245, 246,247,248 e 249 del REG. UE n. 952/2013, che riguardano, rispettivamente: 1) la determinazione delle zone franche; 2) le operazioni consentite in zona franca; 3) la presentazione delle merci di zona franca in dogana; 4) la posizione delle merci unionali introdotte nell'area di zona franca; 5) lo svincolo delle merci dal regime di Z/F; 6) l'uscita delle merci dalla zona franca. È così chiaro che in zona franca, ovunque situata, nei porti, negli aeroporti, in zone interne, opera e vigila l'autorità doganale e non l'autorità di porto, checché ne pensino i politici italiani e ne dicano i nostri decreti ministeriali che, se configgenti col diritto comunitario, vanno disapplicati da qualunque autorità amministrativa.Giuseppe AlfanoUdine