Antenne, via libera alla riqualificazione di vicolo Amalteo

MANIAGO Via libera al provvedimento di messa a ripristino del sito di vicolo Amalteo, a Maniago, e quindi alla dismissione delle antenne Wind e Vodafone, finite nel mirino di cittadini e del comitato contro l'inquinamento elettromagnetico, che ha raccolto oltre 600 firme per chiederne l'eliminazione. I legali incaricati dal Comune hanno confermato la tesi dell'Università di Udine: il piano di telefonia mobile del 2006 è stato disatteso. L'installazione di nuovi impianti sul sito non è, infatti, ammessa. La dismissione non sarà però immediata, come ha spiegato l'assessore all'Ambiente, Cesare Monea: «Ci potrebbero essere passaggi ulteriori, a livello giuridico, da parte dei gestori di telefonia, che potrebbero determinare un allungamento dei tempi – fa sapere –. Le due compagnie potrebbero presentare ricorso. L'esecuzione del provvedimento di messa a ripristino non sarà quindi immediata». Nel caso in cui Wind e Vodafone intendessero procedere con nuove battaglie legali, l'assessore rassicura: «Come Municipio, non ci fermeremo – dice –. Continueremo a far valere le nostre ragioni anche in altre sedi. Questo, a tutela in primis della salute. Informeremo puntualmente i maniaghesi sui prossimi passaggi». Per Monea, comunque, è importante sottolineare che «questo è un importante risultato. Soprattutto, è la dimostrazione del fatto che l'amministrazione ha tenuto fede agli impegni e proseguito lungo quel percorso che nei mesi scorsi avevamo pospettato ai maniaghesi». Il caso antenne era nato la scorsa estate, quando i residenti in vicolo Amalteo avevano denunciato la situazione e i timori legati alle conseguenze su salute e ambiente. Poi, la creazione del comitato, che ha portato avanti la battaglia ottenendo in breve un risultato non da poco: gli approfondimenti disposti dal Comune sul piano municipale di telefonia mobile hanno messo in evidenza l'illecita collocazione degli impianti, confermando quanto sostenuto dal gruppo. L'Università di Udine, che figura tra i coestensori del piano, ha infatti appurato che quest'ultimo risulta disatteso. Da qui, l'inizio dell'iter: Wind e Vodafone avevano 30 giorni per presentare le osservazioni al procedimento avviato e il Comune altrettanti per rispondere. Giulia Sacchi ©RIPRODUZIONE RISERVATA