Il Comune non si arrende: ricorso al Consiglio di Stato

Il Comune di Udine contro Wind, Tre e Vodafone. Il Tar nei giorni scorsi ha dato ragione ai gestori di telefonia mobile che puntavano a potenziare i siti esistenti a dispetto del Piano antenne. Ma la giunta ha deciso di resistere e ricorrere al Consiglio di Stato «per tutelare la salute dei cittadini», sottolinea il sindaco Honsell. Nella visione di Palazzo D'Aronco, i gestori puntano a potenziare i siti esistenti rispettando la norma nazionale, ma non il regolamento comunale. Invece il Tar ritiene che le modifiche utili al passaggio alla tecnologia Lte ("Long term evolution") non siano in contrasto con il regolamento. «Il Tar interpreta nel modo più ampio la norma relativa al posizionamento delle antenne su pali già esistenti – spiega Furio Honsell –. Noi, per tutelare la salute dei cittadini, avevamo fatto sì che nel nostro Piano fossero mitigate le emissioni anche sui pali già esistenti, soprattutto in vista dei potenziamenti dei sistemi legati allo sviluppo del 4G». Invece l'interpretazione del Tar è diversa: se il palo esiste già ed è rispettata la norma generale che prevede il non superamento dei 6 volt per metro nel corso delle 24 ore tutto va bene. «Si può senza ulteriore analisi soprassedere a qualunque regolamento comunale che, invece, ne limita il potenziamento – ribatte il sindaco –. Noi dunque ci siamo costituiti in giudizio per tutelare la salute dei cittadini. Il Tar, infatti, applica una legge liberista, come è quella Gasparri, che non tutela i cittadini di fronte agli incrementi di potenza». Insomma, il problema sta tutto nell'interpretazione che il Tar dà del regolamento udinese. Ed è il medesimo Tar a condannare l'amministrazione al pagamento di 3 mila euro d'ammenda a ciascun gestore. Condanna sospesa per effetto del ricorso. Bene inteso, «il Tar dice che regolamento va bene, tanto è vero che non l'ha annullato e tutti i tentativi dei gestori sono stati cassati – precisano dall'avvocatura di Palazzo D'Aronco –, ma ne dà una lettura su cui si deve ragionare». Il Piano redatto dalla Polab e approvato all'unanimità dal consiglio nel 2013 prevedeva già l'installazione di 18 nuove antenne in via Liguria, via Monte Coglians, via San Daniele, via Santa Margherita, via Caccia, via Cairoli, piazza del Patriarcato, via Gorghi o via Cussignacco, via Pradamano, Laipacco, via Cormôr Basso, via della Valle, via Basiliano e a Cussignacco. E non soltanto, perché in programma c'era anche il potenziamento degli impianti esistenti a Godia e nelle vie Molin Nuovo, Rizzolo, viale Tricesimo, via Piemonte, via del Maglio, via Planis, via Caccia, via Micesio, via Asquini, via Bezzecca, zona università, viale Ungheria, via Quintino Sella, via Palestro, via Cornelio Gallo, via Pertoldo, via Castions di Strada e via Linussio. Ma con limiti di emissioni inferiori rispetto alla legge nazionale. Michela Zanutto ©RIPRODUZIONE RISERVATA