Sonego mette i paletti al Pd: basta buonismo, sono troppi

di Elena Del Giudice wUDINE Va messa la parola fine all'accoglienza a tutti costi, figlia di un certo buonismo senza doveri nè diritti, mentre diventa prioritario fare chiarezza e smetterla con gli infingimenti. Concetti non nuovi, ma che generano un surplus di attenzione se espressi da un parlamentare del Pd, partito che ha una linea più morbida. La posizione è del senatore Lodovico Sonego che, senza mezzi termini, afferma come «entrare in Italia e in Europa non è un diritto e il bricolage locale non ha prospettive. Bisogna partire da qui». A giudizio del parlamentare pordenonese «le cose che accadono in questi giorni sono figlie della politica della doppia finzione. L'Italia fa finta di rispettare gli obblighi internazionali che nascono con Schengen e l'Europa finge di considerare come comunitario il problema del flusso biblico di migranti che lascia il Medio Oriente e il Maghreb per entrare in Italia e quindi in Europa. L'Italia - sostiene Sonego - finge perché ha l'obbligo di trattenere e identificare tutti gli immigrati privi di documenti, la quasi totalità, ma non lo fa e preferisce lasciare i migranti liberi di disperdersi oltre confine. Infatti i Cie (Centri di identificazione ed espulsione) sono stati concepiti proprio per trattenere, identificare e eventualmente espellere i migranti. I sindaci, i comitati e le associazioni che ne hanno reclamato la chiusura sono compartecipi della finzione di cui parlo. E non è un buon risultato, nemmeno dal punto di vista umanitario». Ricorda Lodovico Sonego come negli Usa «il turista italiano che si trattiene oltre i tre mesi concessi dal visto, viene arrestato come clandestino ed espulso». Anche Austria e Ungheria «fingono. Sanno perfettamente che ci sono flussi di migranti che entrano nella nostra regione attraverso i loro confini ma protestano per quelli che vanno in senso opposto. E via fingendo». Va rammentato, secondo il senatore del Pd, che «entrare in Italia e in Europa non è un diritto. C'è solo l'eccezione dei perseguitati politici che chiedono asilo, ma sono una minoranza molto piccola». Quel che si verifica è invece un «abuso della richiesta di asilo, fenomeno che danneggia i veri perseguitati politici. Colgo l'occasione per manifestare il sostegno ai funzionari dello Stato che si sforzano di applicare in modo appropriato le norme». La soluzione «sta in una politica solidale della Ue con gli Stati che hanno le frontiere esterne di Schengen per applicare con efficacia le regole comunitarie. In altre parole tutti debbono smettere di fingere scaricando il problema sugli altri». Infine ricorda il senatore che la Croazia entrerà in Schengen nel 2016: «quello è un confine esterno molto delicato. Motivo in più per un impegno nazionale e comunitario rigoroso». ©RIPRODUZIONE RISERVATA