Da Gemona al porto di Trieste ecco gli interessi di Clini in Fvg

di Domenico Pecile wUDINE Lo scorso maggio l'ex ministro dell'ambiente, Corrado Clini, è stato arrestato dalla Procura di Ferrara con l'accusa di peculato dopo che i magistrati hanno trovato un milione di euro su un conto cifrato in Svizzera. L'inchiesta è stata trasferita a Roma dove si indaga per corruzione e sotto la lente della Procura è finita anche la compagna dell'ex ministro, la triestina Martina Hauser, da anni consulente del ministero dell'ambiente. Una vicenda complessa, dalle mille sfaccettature e dagli altrettanti rimandi, che ha intersecato anche il Fvg, nella fattispecie il Comune di Gemona, il titolare dell'agenzia udinese di comunicazione Rem, Pietro Lucchese, e la città di Trieste. L'altro ieri, Report nella trasmissione "Ambiente di famiglia", ha cercato di dissipare l'intricata matassa catapultandosi da Roma ai paradisi fiscali, dal Montenegro alla Cina. Passando, appunto, anche attraverso il Fvg. Tutto parte dal protocollo di Kyoto e dal conseguente invito ai Paesi industrializzati a ridurre le emissioni di Co2. Una vicenda sulla quale - stando all'inchiesta - si catapulta l'ex ministro, per 20 anni direttore generale del ministero dell'Ambiente, che «ha messo la firma - ha detto la Gabanelli a Report - su progetti internazionali di ecosostenibilità da 300 milioni. Assieme alla compagna, la Hauser dà vita a una società anonima a Londra, la North Stoke con la quale nel 2009 entrano in una società di ingegneria, la Dfs Montenegro e Dfs Cina che realizza progetti finanziari dal ministero dell'Ambiente di cui Clini è direttore. La Dfs si dimostrerà una vera potenza. La Hauser, che conosce molto bene il Montenegro dove aveva avuto una relazione con un importante uomo politico, nel 2011 viene anche nominata pure assessore al Comune di Cosenza». L'ulteriore capitolo di questa vicenda è quando Clini e la Hauser s'inventano l'impronta ambientale, vale a dire il calcolo degli impatti dello sviluppo sull'ambiente o ancora il calcolo delle emissioni che servono per produrre qualcosa trovando le soluzioni per ridurre le emissioni. Secondo la Gabanelli, tutto questo accade nel 2010 e Martina Hauser, diventa capo progetto. Per il quale sarebbero stati stanziati 6 milioni di e mezzo di euro coinvolgendo 200 aziende, alcune università e 2 Comuni. Uno dei quali è Gemona, il primo in Italia. Che alla fine ha accettato la collaborazione con la Rem di Pietro Lucchese per un corrispettivo di 40 mila euro per far seguire l'iter necessario a raggiungere l'accordo con il ministero. Insomma, l'ipotesi evidenziata anche nel corso della trasmissione Report, è che tra Rem e il ministero dell'Ambiente i rapporti fossero consolidati. È la Hauser a far conoscere Clini a Lucchese. Il primo ha molti agganci con Trieste al di là del rapporto sentimentale. Clini è a Trieste come dirigente del ministero (2011) quando firma un protocollo per l'incentivazione tra pubblico e privato in cui le risorse statali sarebbero dovute servire da catalizzatore per investimenti. Ed è stato anche al vertice del Consorzio per l'area di ricerca scientifica e tecnologica che gestisce Area Science Park. E nel 2012 come ministro firma l'accordo di programma sulle bonifiche del sito inquinato di interesse nazionale in zona Ezit. «Ci tengo a precisare - spiega Lucchese al telefono - che non prendiamo alcun tipo di finanziamento dal ministero. Veniamo pagati per la nostra attività professionale dalle imprese pubbliche e private». Insomma, forse una corsia preferenziale c'è stata, ma nessun incarico formale da parte del ministero, assicura. Certo, «è evidente che svolgendo questo tipo di attività - precisa Lucchese – interloquiamo con il ministero dell'Ambiente». E l'attività cui si riferisce riguarda la cosiddetta comunicazione sostenibile che la Rem ha fatto propria fin dal 2005. Da qui gli sviluppi successivi che hanno portato l'agenzia ad avvicinarsi ad aziende pubbliche e private per aiutarle nell'iter necessario a sottoscrivere l'accordo con il ministero. «Abbiamo - sono ancora le parole di Lucchese - una funzione di informazione, di agevolatori di quelle che sono le pratiche di natura ministeriale. La stragrande maggioranza delle persone private, ma anche delle aziende non sanno bene cosa significhi essere sostenibili e attenersi al protocollo di Kyoto». Le aziende - dice ancora Lucchese - «hanno capito i benefici di questo tipo di approccio e l'interesse per queste tematiche è stato dunque esponenziale. Il nostro compito come agenzia - insiste - è quello di aiutare le aziende a offrire all'esterno una corretta immagine sia di se stesse, sia delle del prodotto che relizzano, accompagnandole in tutto il percorso tecnico». Rem può vantare una serie di collaborazioni per l'impronta ambientale con diverse aziende famose come ad esempio la San Benedetto di cui ha seguito il progetto Ecogreen. «In tutto questo - insiste - non va dimenticato che accompagniamo l'azienda attraverso una comunucazione adeguata e consona all'obiettivo prefissato». Poi, tornando ai rapporti con Clini e la Hauser, Lucchese insiste nel dire che «tutto ci si sarebbe aspettati tranne che scoprire - qualora fosse vero - che il direttore Clini abbia commesso cose di natura assolutamente personale, nell'ambito delle sue funzioni, assolutamente al di fuori delle regole. In questo momento, mi passi il termine, siamo stati attaccati da Report facendoci scontare un posizionamento e un ruolo di vicinanza come quella a Martina Hauser e a persone che hanno fatto delle cose da cui ci discostiamo e prendiamo le distanze per tre motivi. Primo: non le conoscevamo, queste vicende. Secondo: siamo stati tirati in ballo perché avevo un rapporto di conoscenza e di amicizia con Martina Hauser. Terzo: contro di noi non c'è alcuna procedura e nessun tipo di indagine». ©RIPRODUZIONE RISERVATA