Urbani: progetto stoppato dopo la bufera giudiziaria

UDINE Il sindaco Paolo Urbani conosce Pietro Lucchese alcuni anni fa quando gli chiede di effettuare un sondaggio per la sua lista civica per capire come fosse giudicato il progetto "Gemona città dello sport e del ben stare". È in quell'occasione che Lucchese gli propone di realizzare l'accordo con il Ministero dell'Ambiente per l'impronta ambientale. «Il progetto per Gemona mi appassionava. Quando poi venni a sapere che le olimpiadi di Rio del 2016 saranno le prime legate anche alla sostenibilità ho deciso che quell'accordo con il ministero era una cosa positiva». La sottoscrizione dell'accordo con l'allora ministro Clini avviene l'8 febbraio del 2013 nella sede della Confindustria di Udine. Si tratta di un accordo volontario non vincolante perché il Comune che accettava la misurazione attraverso dei questionari. Il 19 giugno c'è un incontro con i funzionari del ministero dell'Ambiente arrivati a Gemona per effettuare i primi rilievi. Il 18 agosto sempre dello scorso anno il Comune riceve le prime documentazioni e il 27 settembre c'è l'incontro con i funzionari, e le ditte di enti pubblici e privati. Poi comincia la raccolta dei dati. Il Comune stipula un accordo di collaborazione con la Rem di Lucchese: 20 mila euro per l'accordo e altri 20 mila perché l'agenzia accompagni il Comune fino alla chiusura di tutto l'iter. Adesso, però, dopo la bufera giudiziaria che ha travolto il ministro Clini, tutto si è fermato ed è destinato a slittare oltre il febbraio 2015 tempo per l'ultimazione dello studio. Piano stoppaqto, dunque. Nel frattempo, lo scorso mese di maggio il Comune ha firmato un nuovo accordo con il Ministero per la misurazione delle acque verdi, blu e nere. «Di tutto quanto raccontato da Report - dice il sindaco - nessuno a Gemona sa e sapeva assolutamente nulla». (d.pe.)