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SANITÀ Un servizio per tutti nNel corso delle ultime settimane, questo giornale ha pubblicato varie osservazioni e critiche più o meno positive sulle modalità di attuazione del nuovo assetto della Sanità Regionale. Su questo aspetto sia consentito esprimere un parere anche a un cittadino che vive nelle valli della montagna Carnica ed a notevole distanza dal più vicino ospedale, quello di Tolmezzo.È comprensibile e giustificato che una Comunità difenda una struttura di servizio da tempo presente sul proprio territorio, dove la stessa da sempre ha svolto con sufficiente professionalità ed umanità il compito assegnatoli. Deve però essere altrettanto comprensibile che anche per quei cittadini che vivono nei comuni più distanti dall'ospedale, «che tra venuta ed andata dell'ambulanza trascorre un tempo anche di due ore, con tutte le conseguenze del caso», questi abbiano una assistenza più tempestiva. Alla luce di una riforma di vitale importanza si ritiene sia bene tralasciare sterili polemiche e dannosi campanilismi , conditi da evidenti speculazioni politichese, evitando di creare divisioni e tendenze comportamentali che vogliono farci credere di essere solo cittadini del proprio comune, anziché ricordarci ad operare responsabilmente come cittadini regionali. Si auspica che questa primaria riforma si cali nella realtà Regionale garantendo - in primis - alla componente sanitaria adeguate strutture con altrettante disponibilità finanziarie tali da poter svolgere un ottimo lavoro di ricerca e di servizio a favore della salute del cittadino nonché un servizio adeguato anche per quelle tante utenze che vivono lungo le Valli della nostra Regione che non hanno l'Ospedale sull'uscio di casa.- Gianni Nassivera Forni di Sotto UDINE Lettera aperta al Comune nEgregio direttore, scrivo attraverso il suo giornale al Comune di Udine mi rammarica dover scrivere questa lettera per esprimere la mia perdita di fiducia nei confronti del comune; purtroppo negli anni sono emersi innumerevoli problemi. Farò un breve elenco dei punti che mi stanno particolarmente a cuore: purtroppo le lamentele dei residenti nel centro della città per gli schiamazzi notturni stanno diventando opprimenti; le persone non si rendono conto delle tasse e affitti che gravano su noi commercianti: costringerci a chiudere le attività troppo presto va a discapito dell'intera comunità . Dalla liberalizzazione delle licenze si sta notando ormai un caos incontrollabile e inaccettabile per il commercio, gli esercizi commerciali dovrebbero essere protetti e rappresentati dal primo cittadino che sembra non però prestargli troppa attenzione. Altro problema sono gli spazi dedicati al carico e scarico delle merci; spesso e volentieri queste zone sono occupate da persone completamente estranee che però non vengono multate; per non parlare delle strisce pedonali spesso ubicate in posti pericolosi e poco visibili. Passiamo alla Net, noi cittadini paghiamo una tassa sui rifiuti per non avere un vero servizio di pulizia, dato che i cosiddetti "operatori ecologici" scelgono autonomamente se pulire un lato o l'altro della strada. L'immigrazione, che nella nostra città sta superando quasi il numero totale dei cittadini udinesi camminano come in processione per le nostre strade mantenuti da noi a 35 euro al giorno a persona, cosa scandalosamente vergognosa. Non sono xenofobo, non lo sono mai stato, ma è inconcepibile di questi tempi accettare che altri stranieri possano godere di sussidi di cui noi non avremmo mai la possibilità di godere e di cui sicuramente avremmo bisogno. Ora chiedo al signor Sindaco, com'è possibile tutto questo? Come intende agire? Si ricordi sindaco che lei dovrebbe essere al servizio dei cittadini. Decida se essere un padre nobile o il don Rodrigo di questa città Noi dell'Italia dei Valori invogliamo l'amministrazione comunale non di superare subito questi problemi, ma almeno chiediamo l'impegno di affrontarli con le giuste attenzioni e valutazioni per cambiare il percorso non felice che fino a questo momento si è percorso. Davis Maggiano Idv udine COMMERCIO L'import del legno nFu il tempo della demagogia che coniò il termine "kilometri zero" che valeva sia per i cibi sia per l'energia. La realtà nuda e cruda odierna ci dice che la Fantoni di Osoppo, ogni circa 1 anno, è obbligata a ricorrere a mercati sempre più lontani per approvvigionarsi della materia prima: il legname. La stampa locale e in primis il Messaggero Veneto, dalla penna della giornalista Francesca Artico, ci da conto della centrale elettrica a biomasse (senza cogenerazione?) da 10 Mw di potenza nella Ziac, Zona Industriale dell'Aussa Corno, che esulta. Dati: L'importazione di legname dall'estero. L'Italia nel 2012 è stata il: sesto importatore mondiale di legno; secondo importatore europeo di legno (dopo Uk), primo importatore di legno dai Balcani e Sud Europa; secondo importatore europeo di legno tropicale; primo importatore mondiale di legna da ardere; quarto importatore mondiale di cippato; primo importatore mondiale di pellet ad uso residenziale. L'Italia è il primo partner commerciale per l'export del Camerun, della Romania, della Bosnia, dell'Albania, della Serbia. Alla luce dei dati sopra esposti qualcuno mi sa dire se sia possibile che l'utente elettrico paghi, con le esose tariffe elettriche per le rinnovabili, la messa in difficoltà, non voglio ancora pensare ad una chiusura, d'un settore industriale come quello dedicato alla produzione di pannelli truciolati? Ora due conticini che non sono proprio quelli della casalinga di Voghera ma quasi ci si arriva. L'impianto da 10 Mw elettrici di potenza dovrà avere una caldaia da circa 30 Mw termici per poter produrre 72'000 Mwh elettrici per anno e cioè con un utilizzo stimato di funzionamento di circa 7.200 ore per anno, pari a 300 giorni/anno.30 Mw termici per 7.200 ore anno sono pari a una energia termica corrispondente a 216.000 Mwh. Il faggio anidro da circa 5 Kwh/kg pertanto equivalente a 5 Mwh/t. Poi avremo che 216.000 Mwh termici/5 Mwh/t= 43.200 t. Infine 43.200 t/24 t (autotreno o autoarticolato)=1.800 autotreni o autoarticolati all'anno. Ora 1.800 autotreni o autoarticolati anno/300 giorni/anno=6 autotreni o autoarticolati/giorno. Così è anche se a qualcuno non pare. Se non ci fossero le regalie di un mercato elettrico drogato nessuno si sognerebbe di fare un non investimento come quello annunciato. Alla fine si può tranquillamente dire che a qualcuno vanno dei benefici (privilegi?) e protetti, a scapito forse di centinaia di posti di lavoro che potrebbero essere delocalizzati per gli insostenibili costi. Non parliamo poi del "capacity payment" che genera costi elettrici aggiuntivi per gli utenti a fronte dell'attesa (stand by) delle centrali, soprattutto a gas a ciclo combinato (Ccgc) e sotto utilizzate, per la precedenza che l'acquirente unico deve riservare alle forniture degli impianti fotovoltaici. Renzo Riva Cirn Fvg BATTIATO Grazie per il concerto nHo partecipato al contest "Vinci due biglietti omaggio per il concerto di Franco Battiato" e, grazie a tutti gli amici che hanno apprezzato il mio acronimo ho vinto. L'altra sera ero in platea assieme a tutti gli altri ed ero curiosissima di scoprire cosa il Maestro avrebbe fatto su quel palco. Sono rimasta senza fiato e senza parole. Mi sono commossa e ho pianto, perché mai avrei pensato di vedere e sentire tanta Bellezza. Conservo questa serata come un gioiello nel mio cuore, grazie per la Poesia. Stefania Rucli Udine