Altri 37 profughi a Palmanova Dopo i controlli saranno trasferiti

Sono giovanissimi. La maggior parte di loro dichiara, ai volontari della Croce Rossa preposti alla raccolta dei dati anagrafici, un'età compresa tra i 16 e i 19-20 anni. Il terzo gruppo di migranti, giunto mercoledì notte per i controlli sanitari a Palmanova, è costituito da 37 persone, tutte provenienti dall'Eritrea. «Siamo stati attivati alle 16,30 – spiega il presidente del Comitato della Croce Rossa di Palmanova, Maurizio Blasi - e alle 17, due pulmini si sono mossi alla volta dell'aeroporto di Verona dove l'atterraggio era previsto per le 19. Durante il viaggio abbiamo fornito ai migranti alcuni viveri. Li abbiamo trovati davvero molto stanchi e provati dal tragitto compiuto per arrivare in Italia dall'Eritrea. Sono stati soccorsi in mare e da Trapani sono stati poi portati a Palmanova per essere sottoposti ai controlli sanitari, prima di essere destinati ad altre località della Regione». Di 37 nuovi arrivati, gli uomini sono 29, le donne 7 e una bimba di due anni. Si tratta di persone che hanno cercato, con l'approdo in Europa, una prospettiva di vita migliore. Due soltanto in nuclei famigliari: uno costituito da due fratelli e uno da una madre con due figlie. «Nella mattinata – ha spiegato Blasi - hanno chiesto di potersi lavare o farsi la barba. Poi abbiamo iniziato lo screening sanitario». A effettuare i controlli i volontari e gli infermieri della Croce Rossa di Palmanova, con il supporto di alcuni medici dell'Ass 5 Bassa Friulana coordinati dal dottor Luciano Strizzolo. Anche in questo caso, come per i due gruppi precedenti, la permanenza dei profughi a Palmanova si limiterà al tempo necessario per i controlli. Già questa mattina 30 di loro saranno portati a Nimis, dove ci sono ancora alcuni posti disponibili, e gli altri 7, salvo cambiamenti dell'ultima ora, saranno invece condotti a San Vito al Torre. Per il gruppo Cri l'impegno è notevole: i volontari devono garantire accoglienza e controlli quando arrivano gli stranieri, ma devono turnarsi al punto di prima accoglienza anche quando è vuoto (per controllare le strutture allestite). Non solo: devono essere pronti a intervenire con tempismo quando, dalla Prefettura, viene richiesto il loro operato, e contestualmente garantire le attività programmate. Monica Del Mondo ©RIPRODUZIONE RISERVATA