L'ospedale chiede i danni

di Giacomina Pellizzari Nuovo ospedale allagato con tutti i giunti dell'impianto idraulico da sostituire: l'Azienda Santa Maria della Misericordia stima i danni per presentare il conto al consorzio Edilsa. Il concessionario che dagli anni Novanta è impegnato nella costruzione del primo e secondo lotto del nosocomio. Un'opera molto attesa in città (la prima pietra è stata posata nel 2002) che ora a seguito dei lavori da rifare nell'impianto idraulico rischia di aprire con più di qualche ritardo. Anche se il consorzio si è già assunto l'onere di sostituire i giunti, sostenendo il costo stimato in 180 mila euro, l'assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, e il direttore generale dell'Azienda, Mauro Delendi, vogliono vederci chiaro: «Stiamo facendo tutte le verifiche per capire se effettivamente entro il 15 settembre saranno completati i lavori e solo allora presenteremo la richiesta danni». È evidente che il nodo resta quello del trasloco dei reparti del Dipartimento chirurgico e della Clinica di anestesia che avrebbero dovuto trovare spazio nel nuovo ospedale già dallo scorso giugno. L'allagamento non solo ha bloccato il trasferimento, ma ha costretto l'Azienda a rinviare di tre mesi l'operazione. «Se il trasloco si chiuderà tra settembre e ottobre non sarà una tragedia» aggiunge l'assessore lasciando intendere però che oltre non si potrà andare perché il trasferimento dei reparti deve procedere per gradi. Su questo punto insiste pure Delendi: «Non posso quantificare ora i danni perché se per una serie di motivi la sostituzione dei giunti viene completata a gennaio, lei capisce che la valutazione cambia. Quando entrerò in possesso di questo ospedale pluriinaugurato potrò chiedere i danni». Nonostante il direttore usi massima cautela, è chiaro che il suo timore resta quello di veder trasformare il nuovo ospedale in una sorta di opera senza fine. La concessione in mano al consorzio Edilsa risale agli anni Novanta, il cantiere avrebbe dovuto chiudersi nel 2006 invece, ammette Delendi, «a seguito delle rivisitazioni del progetto, dei rallentamenti subìti in varie fasi siamo ancora qui». Ma non è ancora tutto perché fino a quando non saranno completati il terzo e il quarto lotto, ora in fase di progettazione, nel polo ospedaliero continueranno a funzionare sia il vecchio che il nuovo Santa Maria. «Le strutture che resteranno libere dopo il trasloco speriamo di settembre saranno adibite ad altre attività» conferma Delendi sottolineando il fatto che per l'Azienda l'apertura del nuovo ospedale non comporterà alcuna riduzioni di costi. La svolta arriverà con il terzo e quarto lotto che il direttore assicura «saranno appaltati direttamente da noi» e quindi i tempi dovrebbero accorciarsi. Ad auspicarlo è anche l'assessore Telesca secondo la quale i tempi dell'apÈplicazione del modello "concessionario" sono finiti: «Era una modalità che si usava anni fa, oggi mi piacerebbe vedere costruire un ospedale in quattro anni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA