Esami radiologici, basta il tecnico

di Elena Del Giudice Autonomia e riconoscimento professionale per i tecnici, incremento del numero delle prestazioni con conseguente riduzione delle liste d'attesa, percorsi formativi per potenziare e sviluppare maggiormente la radiologia interventistica. Tanti ambiziosi obiettivi per un regolamento, approvato due giorni fa dalla direzione generale dell'Azienda ospedaliera Santa Maria degli Angeli, relativo alla gestione per via telematica degli esami radiologici e delle Tac che non necessitano di mezzo di contrasto. Ma che cosa cambia, concretamente, per gli utenti? Cambia che potranno sottoporsi a una radiografia muscoloscheletrica o a una Tac alla presenza del solo tecnico specialista di radiologia medica. Non servirà più, quindi, la presenza del medico, in uno qualsiasi dei presidi ospedalieri, Pordenone, San Vito, Spilimbergo, Sacile, Maniago. L'esame così ottenuto sarà inviato attraverso il sistema Pacs a uno dei centri in cui è presente (perché la guardia di radiologia è operativa tutti i giorni, 24 ore su 24) dove verrà refertata. Una rivoluzione che si va a completare, visto che il presidio ospedaliero di San Vito aveva già attivato, in via sperimentale, questa modalità. Ora Pordenone diventa «il primo in regione a inaugurare questa metodica», rileva il direttore generale Paolo Bordon. Un protocollo, quello approvato dall'Azienda ospedaliera, che disciplina e mette in sicurezza questi nuovi percorsi, e razionalizza le risorse. «Ci sono esami radiologici che "devono" essere eseguiti alla presenza del medico – spiega Bordon –, ed è il caso della risonanza magnetica e della Tac con contrasto, mentre altri possono essere eseguiti dal tecnico e poi refertati dal medico. Quello di cui ci siamo dotati è dunque uno strumento straordinario che ci dà la possibilità di aumentare le prestazioni che possiamo eseguire nei confronti dell'utenza esterna». E' evidente «che non abbiamo inventato nulla, strumenti simili sono operativi in altri centri italiani e hanno già dimostrato la loro validità. In questo territorio dove l'Azienda è composta da più presidi, non era possibile non dotarsi di strumenti organizzativi più efficienti. Tanto più – prosegue Bordon – che San Vito opera già da tempo, sia pure in forma sperimentale, con queste modalità su Spilimbergo e Maniago. Ora mettiamo a regime lo strumento per l'intera Azienda». Il tallone d'Achille esiste, e si chiama Pacs, il sistema di digitalizzazione e trasferimento delle immagini, che ha incontrato difficoltà, tanto che è stato oggetto di un intervento straordinario di manutenzione da parte di Insiel. «Ma anche nel caso in cui il sistema non funzionasse – rassicura il direttore generale – abbiamo definito le modalità per trasferire le immagini con i mezzi tradizionali dal luogo in cui l'esame viene eseguito a quello in cui è presente il medico radiologo». Liberare risorse umane, ovvero i medici, consentirà all'Azienda ospedaliera «di aumentare l'attività della diagnostica più complessa, penso per esempio alla risonanza magnetica, che oggi chiude alle 18 e che io vorrei continuasse a operare almeno sino alle 20 e anche il sabato mattina», anticipa Bordon. Infine, un altro obiettivo strategico che la direzione assegna agli specialisti è il potenziamento della radiologia interventistica perché lì c'è il futuro di questo ospedale che, avendo funzioni di "hub", non può non investire in questo settore». ©RIPRODUZIONE RISERVATA