"Matrimonio" tra donne celebrato in Provincia

Coroneranno in qualche maniera il loro sogno d'amore. Non di fronte a un ufficiale del Comune, né davanti a un altare. A "officiare" la cerimonia – che non ha alcun valore legale, ma che custodisce un'innegabile carica simbolica – sarà il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta. Elisa Langwieser e Perla Del Sole si scambieranno le promesse di vita comune domani, a Casa Morassi, negli uffici provinciali di Borgo castello, di fronte a parenti e amici. È la terza volta che l'ente intermedio isontino rilascerà à il "riconoscimento affettivo di coppia", giusto a un anno di distanza dalla prima cerimonia che ha visto protagoniste due donne. Elisa e Perla, al momento, preferiscono non parlare: lo faranno domani, dopo aver apposto le firme in calce ai documenti che saranno controfirmati da Gherghetta. Poco meno di trent'anni, residenti a Trieste, hanno scelto di approfittare dell'iniziativa della Provincia di Gorizia per formalizzare in qualche maniera la propria unione, pur consapevoli che la strada per il riconoscimento dei diritti civili per le coppie omossessuali resta piuttosto impervia. A Gorizia hanno provato a dare un contributo a chi quel sentiero tenta di percorrerlo, tra mille difficoltà. Nell'estate di due anni fa, appena insediata, la seconda giunta targata Gherghetta ha approvato il documento "Diritti civili per tutti", una serie di azioni che mirano a contrastare l'omofobia e puntano ad accrescere il rispetto dell'orientamento sessuale. Tra le azioni, appunto, il riconoscimento affettivo di coppia, un documento rilasciato dalla Provincia e che attesta il legame d'affetto tra due persone, anche dello stesso sesso. Da qui, l'inevitabile semplificazione: in provincia di Gorizia si celebrano i matrimoni gay. «Ma non è così», ha ripetuto a più riprese Gherghetta, che con questo gesto «di sensibilità» ha voluto «lanciare un segnale per rompere il muro di omofobia che spesso ha caratterizzato le cronache nel nostro Paese». L'iniziativa, però, non ha mancato di attirare critiche in passato: durissima fu la reazione della Curia goriziana, che parlò senza troppi giri di parole di vero e proprio attentato all'istituzione familiare perché non ne riconosce la sua identità peculiare che non può essere attribuita, se non altro per ragioni di diritto pubblico, ad altre forme di unioni o convivenze». All'indomani dell'approvazione della delibera di giunta con cui la Provincia istituiva il riconoscimento affettivo, la Diocesi goriziana diramò una dura nota, in cui esprimeva piena contrarietà all'iniziativa: «È irragionevole pensare di non solo riconoscere, ma addirittura equiparare due realtà così diverse come il matrimonio (con la sua funzione sociale fondativa ed unica) ed una particolarissima forma di unione affettiva come quella fra persone dello stesso sesso», fu la presa di posizione. Eppure la Provincia decise di percorrere la strada tracciata, senza voltarsi indietro: il 16 febbraio, tra amici, parenti e una selva di flash, telecamere e microfoni, Luca Olivo e Ivan Silvestri si scambiarono le fedi di fronte al presidente Gherghetta, armato di fascia blu d'ordinanza. Appena tre mesi dopo, era stata la volta di Adriana Ferrara e Annamaria Maglione, triestine. Proprio come Elisa e Perla, che la firma sulla dichiarazione d'affetto l'apporranno domani. Christian Seu ©RIPRODUZIONE RISERVATA