Consiglio di Stato: il Comune di Marano deve gestire la laguna

Il consiglio comunale di Marano approva la variante numero 7 del Piano regolatore comunale per il recupero di 30 posti barca per diportisti. Ora sarà emesso il bando per l'aggiudicazione dei 30 ormeggi da diporto nell'area del canale Molino, che saranno gestiti direttamente dal Comune. Gli ormeggi, fortemente richiesti dai cittadini, si trovano in una zona ad alta concentrazione di pescherecci, che ha però un surplus di posti barca. (f.a.) MARANO LAGUNARE Il Consiglio di Stato sentenzia che il Comune di Marano Lagunare è l'unica autorità legittimata a discutere, regolamentare e a decidere in materia di usi civici sulla laguna nel suo territorio di competenza. A cinque anni dal ricorso presentato dalla Comunità di Marano (o Comunità de Maran) contro il Comune, in cui si rivendicava la titolarità sulle aree lagunari, è arrivata la sentenza definitiva del Consiglio di Stato che, come spiega il sindaco Mario Cepile, «garantisce i cittadini di Marano. Quindi se l'amministrazione municipale ha ancora contenziosi (vedi Grado, Lignano e Latisana, ndr), solo lo stesso Comune - sottolinea il primo cittadino - è deputato a risolverli per conto o nel nome dei cittadini maranesi. Vorrei ribadire anche che la sentenza è assolutamente a garanzia dei diritti del cittadino, in quanto il sindaco viene eletto in maniera democratica e non nominato come accade per altri enti e associazioni. Questa causa andava avanti dal 2009, prima a Trieste e poi a Roma: oggi la sentenza è un successo per il Comune in quanto pone fine ad ogni dubbio sulla legittimità dello stesso in materia di usi civici». Ricordiamo che la Comunità di Marano è un'associazione che si era posta quale ente legittimo e interlocutore per tutto ciò che riguarda la laguna in territorio di Marano, a fronte del diritto dell'uso civico sulla laguna attribuito alla collettività maranese sin dal 1031, quando con il "Privilegium Poponis" il Patriarca donò al Capitolo aquileiese tutta una serie di beni per i residenti in quel comune. In quest'ottica la Comunità di Marano, e alcuni singoli cittadini, presentarono ricorso al Consiglio di Stato a seguito della sentenza del Tar del Friuli Venezia Giulia concernente il piano dei porti e l'asta per la vendita di un complesso immobiliare. Il Consiglio oggi dichiara «inammissibile l'appello presentato». La Comunità nel quinto ricorso ha impugnato non solo gli atti del consiglio e della giunta comunali, ma anche della Regione Fvg, ritenendo che aveva legiferato in materia di porti senza tener conto dei ricorsi precedentemente presentati. Il Tar regionale ha riunito tutti i ricorsi, li ha dichiarati "inammissibili per difetto di legittimazione della Comunità di Marano, ritenendo non approvato alcun collegamento giuridico tra i provvedimenti impugnati e l'autorità rivendicata dalla Comunità sulle stesse aree lagunari": stesso dicasi per i cittadini ricorrenti. La Comunità ha presentato ricorso in appello contro la sentenza, assieme ad alcuni cittadini: il Comune di Marano e la Regione Fvg hanno chiesto il rigetto dello stesso arrivando al Consiglio di Stato, che ha dichiarato inammissibile l'appello ritenendo che la Comunità non avesse legittimazione per il ricorso in parola. Francesca Artico ©RIPRODUZIONE RISERVATA