Renzi: le correnti Pd vanno rottamate

di Anna Buttazzoni wUDINE C'è un video per ogni argomento. Ci sono gli spot e la musica, il ritmo e le spruzzate di gioventù e speranza che Matteo Renzi lancia dal palco. Lui lunedì prossimo vuole risvegliarsi da segretario del Pd, convinto di poter cambiare il partito e il Paese. Il suo tour elettorale ieri sera ha toccato Udine – stamattina sarà a Trieste – per un comizio in un inedito Palaindoor di Paderno, al debutto nell'ospitare un'iniziativa politica. Un migliaio di persone ha accolto il candidato democratico. Un Renzi un po' diverso da quello visto a Udine in aprile quando venne a tirare la volata a Debora Serracchiani per le elezioni regionali. Forse provato dalla tournèe. Renzi arriva con mezzora di ritardo e dribbla chiunque lo attenda all'ingresso, dagli amici, come il vicepresidente Fvg Sergio Bolzonello, ai cronisti. Si concederà solo alla fine, tra strette di mano e foto-ricordo. Sale sul palcoscenico che il suo staff aspetta a illuminare appena lui vi mette piede. E dà inizio a uno show di rottura, che nulla ha a che fare con le adunanze del Pd. D'altronde lui si candida per il cambiamento. La comunicazione è sostanza e Renzi la usa con abilità. L'omaggio a Serracchiani Lui e la presidente non s'incrociano prima dell'avvio dell'arringa. Ma appena sale sul palco Renzi le dedica un omaggio. «Sono felice di tornare a Udine e di poter salutare Debora da presidente della Regione», dice Renzi. E via il primo applauso. Maglione blu a girocollo, pantaloni marroni, il democratico incarna la gioventù e ha la battuta pronta. Punta sulle idee e dice di non essere venuto a chiedere il voto con i classici metodi, quelli enfatizzati da Cetto Laqualunque, il primo spezzone di video che va in scena. Ma ne seguiranno altri, da un Benigni d'annata a Visconti, da Bisio a uno spot sull'amicizia fino alla canzone-tormentone "Wake me up". Non manca nemmeno un omaggio al Friuli perché parlando dei soldi che vuole vengano investiti nella difesa del territorio Renzi non può non ricordare il terremoto. A Udine è un must. «Se avessero fatto tutti quello che avete fatto voi dopo il sisma l'Italia sarebbe migliore». E via un altro applauso. L'attacco a Grillo Poi, parte la politica. E il primo attacco viene quasi naturale e va ai parlamentari pentastellati. Mostra un altro filmato Renzi, quello in cui Grillo ammette che i suoi al Parlamento non sono ancora riusciti a fare nulla. «Ma come?!? Ha 160 parlamentari che costano 3 milioni al mese e sono anche bravi a non prendere i rimborsi – punge il democratico –, ma un politico deve rendere conto del suo impegno. I 5 stelle hanno chiamato in piazza i cittadini per fare cosa? Per insultare. Ma chi ha 160 parlamentari può fare il vaffa day? No, la rabbia va lasciata ad altri, chi ha una rappresentanza in Parlamento deve dire che cosa vuole fare». Basta Porcellum e larghe intese Chi vince dev'essere chiaro a tutti e deve poter governare. Il sindaco di Firenze richiama la necessità di far scomparire l'attuale legge elettorale, ma anche un ramo del Parlamento, il Senato. «Presenteremo tre diverse proposte di legge elettorale, tecnicamente diverse, ma uguali nella sostanza. Gli obiettivi sono tre: chi vince vince – afferma Renzi –, chi vince deve poter governare e chi non governa bene deve andare a casa. Basta con le larghe intese, gli inciuci e i crocchi». Rottamare le correnti Non vuole, almeno a parole, sentir parlare dei renziani. Per lui il cambiamento passa anche dalla rottamazione delle correnti. «Se domenica vinco io la prima corrente da far sparire è quella dei renziani, lo spirito d'amicizia dev'essere dentro il partito – spiega Renzi – e ci si dovrà far chiamare con il nome delle proprie idee, non con il cognome altrui». Il nodo della lista per Udine Le correnti andranno anche rottamate, ma nel frattempo le diverse anime del partito si contendono i posti. Accade così che la lista di Udine per entrare a far parte dell'Assemblea nazionale del partito sia stata cambiata in corsa per favorire Alessandro Venanzi, giovane assessore di Udine vicino a Ivano Strizzolo e Ettore Rosato. Al secondo posto in lista, subito dietro Serracchiani, ci sarà lui e non il consigliere regionale Vittorino Boem, che ha rinunciato. In Fvg sarà eletta una pattuglia di 20 delegati. Wake me up Renzi saluta chiedendo alla platea di uscire e convincere altri dieci amici a votare per lui. Beve un bicchier d'acqua dopo poco meno di un'ora d'arringa e poi abbraccia gli amici, da Serracchiani a Bolzonello, dalla senatrice Isabella De Monte al deputato Paolo Coppola. La folla lo attende per autografi e strette di mano, che Renzi concede. In sottofondo c'è la canzone-tormentone "So wake me up when it's all over", svegliatemi quando sarà tutto finito. È perfetta. Perché tra una settimana Renzi vuole risvegliarsi da segretario del Pd. annabuttazzoni ©RIPRODUZIONE RISERVATA LEGGI E COMMENTA SUL SITO www.messaggeroveneto.it