Arrestata banda di moldavi: 26 colpi in 2 notti

di Enri Lisetto Sono stati ribattezzati gli stakanovisti dei furti, 26 in due notti, in abitazioni, ville e negozi del Triveneto. Studiavano gli obiettivi – con mappe alla mano e appostamenti di notti intere – e i comportamenti di residenti e commercianti, per agire indisturbati. Per compiacersi, poi, curavano pure una rassegna stampa, articoli di giornali cartacei e on line, dove si parlava di loro. Si erano fatti gli anticorpi anche contro gli inquirenti, con tanto di prontuario in caso di loro arrivo. Sembrava tutto perfetto, ma i carabinieri della stazione di Aviano li stavano pedinando e ascoltando. Fino a quando sono scattate le misure cautelari: quattro arresti, un fermo di polizia giudiziaria, sei denunce a piede libero, diverse auto poste sotto sequestro e una casa, di proprietà, requisita ai fini della confisca, per garantire un eventuale risarcimento alle vittime. Una quarantina i furti addebitati alla banda di moldavi, ma molti altri potrebbero essere loro attribuiti, visto che l'indagine, coordinata dal pubblico ministero Monica Carraturo, prosegue. Partivano, a rotazione, da Mestre e Spinea, agivano tra Pordenone, Udine, Treviso, Venezia, Belluno e Vicenza. Il primo a cadere nella rete dei carabinieri di Aviano era stato, a gennaio, Mihail Cheptene, 23 anni, di Spinea, detenuto a Pordenone. In carcere anche Marcel Cotet, clandestino domiciliato a Mestre. Misura cautelare anche per Nina Cheptene, 53 anni, di Spinea, per associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione. La donna, secondo gli inquirenti, si occupava dello smercio dei monili in oro e degli oggetti di ingente valore. Per la ricettazione della refurtiva i ventitreenni si avvalevano di Sergiu Bereghici, coetaneo, di Spinea, sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. Denunciati Ion Trofin, 27 anni, clandestino, Roman Oleinicov, 22 anni, Elvira Ahmedova, 19 anni, e la coetanea Victoria Godzin, nonché Alexei Dodi, Ionut Daniel Ene e Mihaela Stoica, tutti residenti a Mestre.