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L'APPELLO «Aiutiamo la Sardegna» nQuando dal mio paese, Villanova delle Grotte, da ragazzo, scendevo a Micottis per andare a "morosare", ho conosciuto il primo sardo. Tutti lo chiamavano Tedde, non ho mai saputo se fosse il nome, il cognome o un soprannome. Era un uomo piccolo, minuto, con una carnagione olivastra, ben diverso dagli uomini della "mia" Alta Val Torre. Parlava poco e lavorava tanto, l'ho sempre ammirato per la sua tenacia. Il secondo è stato il comandante della stazione dei Carabinieri di Pradielis, Sebastiano Fenu, "Bastian", per tutti noi ragazzi. Un uomo e un Carabiniere eccezionale. Un amico, un fratello maggiore, uno "zio"che con le sue capacità di dialogo, comprensione e qualche "tirata d'orecchi" è riuscito a farsi benvolere da tutti, compresi noi ragazzi che nell'immediato dopo terremoto eravamo piuttosto "vivaci". Quante notti ha passato con noi, in compagnia, a tenerci a bada dopo che qualcuno aveva chiamato i Carabinieri per fermare i nostri schiamazzi notturni. Quante volte ci ha riaccompagnati a casa per "riconsegnarci" ai genitori dopo che ne avevamo combinate di tutti i colori, senza mai creare problemi per nessuno. Bastian era diventato uno di noi ed a molti è venuto un groppo in gola quando ha terminato il suo periodo di servizio nel Comune di Lusevera. Poi la vita va avanti ed il mio lavoro di imprenditore mi ha portato ad operare in Sardegna, a conoscere altri sardi. Tutta gente seria, operosa, corretta e onesta che ha rafforzato in me quei sentimenti di rispetto e simpatia che ho iniziato a nutrire verso quel popolo fin da ragazzo. Quello che la natura e l'ignoranza umana ha combinato in Sardegna pochi giorni fa è terribile. Ha messo in ginocchio un popolo orgoglioso, serio e laborioso. Le immagini che ho visto in televisione mi hanno colpito molto, così come la forza e la grandissima dignità di quella gente che non piangeva, non gridava, non pretendeva, voleva solo ripartire, ricominciare, un esempio per molti. Ed è per tutto questo che chiedo : friulani aiutiamoli! Ognuno come può, con le varie possibilità di portare un aiuto economico che offrono i media o in altri modi, ma facciamo qualcosa per questa gente! Anche noi abbiamo avuto bisogno dopo il terremoto, sappiamo cosa vuol dire! Mauro Pinosa Tarcento PAGNACCO Sul piano regolatore nAll'ordine del giorno del prossimo consiglio sono state inserite le direttive del nuovo Piano regolatore comunale; dall'inizio del mandato giacciono presso l'Ufficio tecnico comunale oltre 130 domande di cittadini riguardanti modifiche all'attuale Piano regolatore. Con grande tempismo e solerzia il nostro sindaco, dopo aver lasciato passare quattro anni di immobilismo, si decide ad impostare il nuovo Piano regolatore. Ma ci rendiamo conto che questo argomento doveva essere portato all'attenzione del Consiglio comunale almeno quattro anni fa? Questo al fine di poter completare l'iter amministrativo entro il mandato dato che la legge scandisce con precisione le tempistiche: deve essere prima adottato dal consiglio comunale poi essere vagliate le osservazioni sia dei cittadini che dagli uffici regionali competenti e infine riapprovato dal consiglio: tutto ciò dura mediamente due anni. Perché il sindaco ha aspettato gli ultimi sei mesi del suo mandato per sviluppare tale progetto pur avendolo inserito puntualmente in ogni piano annuale di lavoro ma mai concretizzato? E nonostante le mie costanti sollecitazioni e interrogazioni non ho mai ricevuto una risposta esaustiva, solo promesse al vento. Questa volta non può nascondersi dietro il patto di stabilità e mi pare evidente che questo inserimento ha come unico scopo quello di buttare fumo negli occhi ai nostri concittadini in vista della prossima campagna elettorale. Prego il Sindaco di dimostrare maggior rispetto verso gli abitanti di Pagnacco Daria Blasone Consigliere Comunale Pdl-Fi di Pagnacco REGIONE La missione a Shanghai nHo letto su questo giornale che la Regione ha partecipato alla fiera del cibo e ospitalità cinese di Shanghai affidandosi a una società privata impegnata ad esportare il "made in Friuli. Mi domando perché la Regione, istituzione essenzialmente legislativa, quando partecipa a mostre e fiere con propri stands, non lo faccia coinvolgendo le Camere di Commercio, già conosciute mondialmente, competenti e garanti nella rappresentazione delle nostre attività e prodotti. Antonio Cellante già segretario generale della camere di commercio di Udine TELETHON Un forte no alla vivisezione nFervono i lavori per l'organizzazione della staffetta podistica di Telethon. L'alto valore umano prefissato della manifestazione e la sua spettacolarità richiama nel centro cittadino di Udine diverse migliaia di partecipanti. Da diversi anni m'impegno nella formazione di alcune squadre che danno poi vita alla manifestazione. Tempo fa è apparsa sui giornali la notizia che una parte dei ricavi della staffetta di Telethon viene devoluta alla vivisezione degli animali. Il pensiero che una parte del ricavato della generosità delle persone spesso a scopo altamente umanitario vada a sostegno di una attività che arreca grandi sofferenze agli animali mette in crisi i miei principi e mi rattrista enormemente. Confido vivamente che chi di dovere possa smentire questo esposto. In attesa di quanto esposto, Telethon rimarrà solo nei miei ricordi. Al comitato organizzatore di Telethon rivolgo un ulteriore accurato consiglio. Sulle bellissime e comode sciarpe di Telethon fate aggiungere la scritta "No alla vivisezione". Gino Pugnetti Udine