Estate sul Montasio dal boom del Giro all'incubo fiamme

CHIUSAFORTE Poco più di novanta giorni corsi tutti d'un fiato. Prima ad organizzare l'arrivo in malga del Giro d'Italia, poi ad accogliere la fiumana di turisti e cicloamatori spinti sui pascoli del Montasio dall'ondata di popolarità regalata dalla corsa rosa, infine a preparare il trasporto dei 320 capi di bestiame nel caso in cui, le fiamme dell'incendio in val Raccolana, fossero arrivate sui prati dell'altopiano. Non si è fatta mancare nulla malga Montasio in questa prima metà della stagione. È passata senza colpo ferire dalla neve di maggio alle fiamme di agosto. Con le porte sempre aperte. Lo erano pochi giorni prima che arrivasse il Giro, lo sono state in questi ultimi, quando il fuoco è arrivato a lambire l'estremità del pascolo, infiammando la notte sull'altopiano intriso di un inconfondibile odore di fuliggine. Così, la pioggia arrivata ieri pomeriggio è stata l'ennesima svolta di una stagione ancora lunga. L'alpeggio è iniziato "solo" il 20 di giugno e, siccità permettendo, si concluderà il 20 settembre mentre l'attività della malga potrà prolungarsi fino ad ottobre inoltrato. Vanni Micolini, responsabile della malga Montasio per conto dell'associazione allevatori del Fvg, non esita ad ammettere che per giorni l'apprensione è stata alta. «Soprattutto la sera – racconta – è stato inquietante, abbiamo temuto che il fuoco potesse intaccare il pascolo e compromettere così almeno per due stagioni l'alpeggio». Se tutto è andato per il verso giusto il merito - Micolini tiene a sottolinearlo – è dell'attività incessante dei soccorritori. «Li dobbiamo ringraziare tutti – afferma -. Hanno creato una fascia che ha impedito l'avanzare del fuoco verso la malga, alcuni di loro stanno lavorando ancora e speriamo che continuino a presidiare il territorio nei prossimi giorni». Ieri pomeriggio, come detto, la pioggia ha però dato il suo contributo alla causa e la speranza è che per Ferragosto malga Montasio possa definitivamente lasciarsi alle spalle la paura per accogliere le centinaia di turisti che arriveranno in quota, compresi i 10 fortunati che concluderanno la giornata in bellezza dormendo in quota. Maglione in spalla e naso all'insù, rincorrendo con lo sguardo la scia delle "Lacrime di San Lorenzo". Fenomeni agostani, ben lontani dalla neve che appena tre mesi fa minacciava l'arrivo del Giro. «Ricordo il 12 maggio, quando ospitammo l'arrivo di una gara di mountain bike, faceva freddissimo e c'era ancora neve rimasta da una spolverata di qualche giorno prima», ricorda Micolini. I timori andarono in fumo dinnanzi a una giornata primaverile da manuale, che regalò all'audience lo spettacolo di un altopiano inondato dal sole e da migliaia di persone. Quell'istantanea, in luglio, ha richiamato fiumi di persone. «Abbiamo lavorato circa il 20% in più dell'anno passato – rivela Micolini -. Ora, archiviato l'incendio, abbiamo ancora oltre un mese per concludere in bellezza la stagione. Chi viene in Malga in questi giorni può apprezzare, oltre all'altopiano, lo spettacolo di 320 mucche al pascolo». Maura Delle Case ©RIPRODUZIONE RISERVATA