Le suggestioni di un mito

Intramontabile, la suggestione del mito: è sulla forza evocativa di saghe e personaggi – di un passato arcaico come della contemporaneità – penetrati nel profondo, nell'essenza, della cultura europea (e mitteleuropea) che fa leva, così, la sezione Inquieti Miti, viaggio nell'immaginario che permea l'identità e le sensibilità del vecchio continente. Regina indiscussa di questo percorso sarà un pilastro della commedia cinematografica nostrana, la regista Lina Wertmüller, che con Un'allegra fin de siècle – in scena domenica 14 – proporrà un excursus, amaro e ironico, sulla storia (italiana e non) del secolo breve. Una briosa e, nel contempo, aspra immersione nel Novecento – in perfetto "stile Wertmüller" –, affidata all'interpretazione dell'eclettica Nicoletta della Corte; strutturata nella forma del recital, la rappresentazione ritrarrà – e racconterà – le anime nere del 1900, appunto: ecco dunque Mussolini, e Hitler, e ancora Tito, Pol Pot, Bin Laden. Ma protagonista d'eccellenza, in Inquieti Miti, sarà pure Adriana Asti, che darà voce al mal de vivre raccontato da Jean Cocteau. Negli atti unici La voce umana e Il bell'indifferente (coproduzione Mittelfest - Festival di Spoleto; l'appuntamento è per sabato 20) evocherà due tragedie dell'abbandono, due intensi, toccanti, drammi al femminile. Il percorso proseguirà, quindi, con lo spettacolo L'intervista (con Graziano Piazza e Viola Graziosi), ispirato al film The Interview (del regista olandese Theo van Gogh, 2003) e con Marilyn mon… amour: mito dei tempi moderni, tratteggiato dall'autrice Cinzia Spanò e interpretato dall'attrice Giulia Mendola e dalla ballerina Lara Guidetti, che della bionda e sensuale Marilyn metteranno in evidenza tormenti, dubbi e fragilità. E dalla favola del cinema balzo a quella del calcio: Io dico che domani Italia vince, di Giuseppe Passoni (autore, regista e interprete della piéce, tratta dal libro di Mario Sconcerti), farà riassaporare il clima di euforia nazionale che accompagnò la scalata ai mondiali dell'‘82. Sul palco, voci di un lungo racconto cui si intrecceranno radiocronache d'epoca e declamazioni poetiche, pure Raffaella Adani e Riccardo Mattei. Avanti ancora, con Theo Teardo: noto al grande pubblico per le sue numerose, e fortunate, colonne sonore, approderà a Mittelfest con Music for the wilder man, album imperniato sui temi dei riti di passaggio, del ciclo della vita, dell'alternanza delle stagioni; spazio inoltre all'operetta, con Un calicetto con Suppè, quadro sulla vita e sugli aneddoti della carriera del compositore austriaco di origine dalmata Franz von Suppè. Completano la proposta di Inquieti Miti tre spettacoli di danza: due coreografie (Dafne _ per una mitologia urbana e Innesti _ il corpo tecnico) sono firmate da Marta Bevilacqua, la terza (Giuditta e Olferne) da Simona Bucci. Altro filone espressivo, nel palinsesto della ventiduesima edizione di Mittelfest, è quello degli "Innovatori Conservatori", spazio riservato alle promesse regionali della musica: "star" di questo settore saranno, infatti, allievi e docenti dei conservatori Tartini di Trieste e Tomadini di Udine, che si cimenteranno – in undici concerti – in esecuzioni di musica classica con ensemble di pochi elementi e in momenti corali sul filo del grande jazz. Di spicco, inoltre, due eventi che coronano un progetto portato avanti con gli allievi del Tomadini dal jazzista Glauco Venier: il primo, in programma a Cervignano, affianca due icone musicali del XX secolo, Frank Zappa e Tom Waits; il secondo, a Trieste (nello scenario della centrale idrodimanica), consisterà nel video-concerto Outside Anomalies IV. Dulcis in fundo, restando nel campo della musica: perla di Mittelfest 2013 sarà l'omaggio di Richard Galliano a Django Reinhardt, gigante del gypsy jazz. (lu.avi.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA