Carnevale si racconta in un libro «Se c'è il cuore, tutto è possibile»

UDINE Ho sempre combattuto, ho sempre sbagliato, sono sempre caduto, ho sempre pagato. Mi hanno punito con durezza, con estrema crudeltà, ma con forza, con orgoglio, con tutto me stesso posso dire al mondo intero che mi sono sempre rialzato, ho sempre vinto al mia partita, ed è successo sempre allo stesso modo: con un mio gol spettacolare. Con queste parole Andrea Carnevale si racconta nelle pagine del libro, scritto con Pierluigi Grande, dal titolo "I codici della vittoria". Un'opera dedicata a Gianfranca Stracchi e a Giuseppina Carnevale, madre e sorella dei due autori, entrambe scomparse a causa di malattie genetiche rare. Per questo motivo, parte dei proventi della vendita del libro saranno devoluti a Telethon e Udinese per la Vita per la ricerca e ai bambini dell'Africa per un progetto scuola e sport. A presentarlo ieri mattina nell'auditorium dell'istituto Stringher di Udine c'era anche il capitano dell'Udinese, Antonio Di Natale, testimonial d'eccezione, di fronte agli studenti che hanno ascoltato attenti testimonianze e pensieri. Nella vita – ha raccontato Carnevale – non c'è nulla di scontato. A 10 anni ho visto un pallone per la strada e mi sono detto che un giorno avrei giocato in serie A. Ce l'ho fatta, i giovani devono capire che tutto è possibile se c'è il cuore in ciò che si fa. Capitan Totò è intervenuto più di una volta, godendosi gli applausi degli studenti, affascinati anche dalla clip proiettata con i suoi gol più belli. Tra gli ospiti della mattinata, coordinata da Pierluigi Grande e Daniele Damele, anche il questore Antonio Tozzi, il prefetto Ivo Salemme, il sindaco di Udine, Furio Honsell, gli assessori provinciali Adriano Piuzzi e Mario Virgili, il presidente di Udinese per la Vita, Andrea Bonfini, il consigliere regionale, Roberto Novelli, Monica Moranduzzo per il comitato Friuli Tomorrow 2018, Enzo Fattori e Marusca Face per Telethon, don Davide Larice e la padrona di casa, la dirigente dello Stringher, Anna Maria Zilli. Simonetta D'Este