La storia e la vita dei Mulinaris i re della pasta

Dopodomani, venerdì, nella sala della V circoscrizione di Cussignacco, sarà presentato il libro "Mulinaris - storie di pastai udinesi" di Michele Tomaselli (Goliardica 2012). Dopo oltre trent'anni, si ritroveranno le maestranze dello storico pastificio Mulinaris. L'iniziativa è stata organizzata dal Centro culturale Giuseppe Ellero di Cussignacco. Mulinaris, con oltre 200 dipendenti, ha contribuito in modo significativo con la tessitura Spezzotti, al canapificio udinese e al pastificio Menazzi, allo sviluppo di Cussignacco, Paparotti e della stessa Udine. Oggi il pastificio non esiste più, ma la storia della famiglia Mulinaris e la fatica del lavoro di tante persone di Cussignacco hanno lasciato dei ricordi indelebili. I Molinaris o Mulinaris vecchi personaggi di Udine, hanno l'etimo di mulino, produttori di farine, mugnai in italiano mulinârs in friulano, da considerarsi fra i padri di Udine e di Cussignacco. Furono fra le prime famiglie di fornai udinesi di piazza San Giacomo. Protagonisti della storia della pasta italiana, fondarono nel 1883 a Cussignacco il celebre e conosciuto pastificio, rimasto famoso in tutta Italia e all'estero. Una realtà, che con oltre duecento dipendenti, ha contribuito in modo significativo assieme assieme alla tessitura Spezzotti, al canapificio udinese e al pastificio Menazzi,allo sviluppo delle frazioni di Cussignacco, Paparotti, e della stessa città di Udine. Anche la cura dell'immagine non venne trascurata: chi non ricorda dello straordinario manifesto pubblicitario di Boccasile, con l'avido bambino biondo che mangia "ore et oculis" un inusitato piatto di pasta Mulinaris sotto lo sguardo di un incuriosito gatto bianco. Ma oltre agli aspetti legati alla diffusione del prodotto, emerge l'attività politica dei Mulinaris: così, accanto alle maestranze, ai cataloghi della pasta e al manifesto di Boccasile, ecco Giuseppe Francesco come assessore nella giunta comunale della Udine occupata dagli Austro-Tedeschi nel 1918. Negli anni della Seconda Guerra Mondiale poi, è tutta la famiglia che aiuta i partigiani nella loro lotta antifascista. Durante l'occupazione del 1944 in gran segreto venivano ospitati undici osovani nel pastificio e da una porta secondaria uscivano carri di pasta destinati ai partigiani sulle montagne nei rastrellamenti di Cussignacco, Raimondo Mulinaris venne arrestato e condotto insieme al figlio Giuseppe (Bepi) nelle carceri di via Spalato, rischiando la deportazione a Dachau. Lo salvarono l'aiuto della moglie Liliana, le suppliche del vescovo di Udine monsignor Nogara, ma soprattutto l'ingente somma di denaro pagata per l'ottenimento della grazia della Gestapo. Nel boom degli anni cinquanta, la pasta Mulinaris riuscì a conquistare il mercato nazionale ed estero trovando diffusione in Italia, Germania, Austria, Egitto, Ungheria, Somalia, e Persia. Fu proprio la fornitura di pasta alla Persia che portò al conferimento di una speciale menzione da parte dello Scià di Persia. Grazie ad ottimi sistemi commerciali si ottennero in breve numerose commesse, fra cui anche quella dalla Barilla. La vicenda legata a Palazzo d'Aronco è l'esproprio delle terre che colpì molto duramente la famiglia Mulinaris. Si trattava di terreni agricoli limitrofi al pastificio la cui proprietà garantiva ai titolari del pastificio l'appoggio e la copertura delle banche. Un contenzioso che durò oltre 30 anni: palazzo D'Aronco fu prima condannato a pagare 3 milioni di euro di risarcimento, ma poi la Cassazione ribaltò la sentenza e i Mulinaris non videro nemmeno un euro. Altro tema di rilievo è quello delle case appartenute ai Mulinaris nel centro di Udine: la residenza più importante fu il palazzo d'angolo fra le vie Paolo Canciani e Poscolle, costruito da Ermes Midena negli anni 1929-1930 e ancor oggi visibile. Edificio di grande interesse architettonico, ex forno Mulinaris per qualche anno, è anche l'ex Mercato del Pesce. Della famiglia Mulinaris vivaci protagonisti della vita udinese, possiamo oggi ricordare: Carlo Noè (classe 1880) fondatore in terra austro-ungarica di un suo pastificio e committente della prima casa moderna udinese, Raimondo detto "Mondo" (classe 1903) prima calciatore dell'Udinese, poi imprenditore del pastificio ed infine vicepresidente dell'Udinese. Giuseppe detto "Bepi" (classe 1922) calciatore dell'Udinese, del Padova e poi commesso viaggiatore del pastificio Mulinaris. ©RIPRODUZIONE RISERVATA