01 agosto 2012 —
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sezione: Pordenone
UDINE Un calo secco di poco meno del 20 per cento rispetto al giugno 2011: in provincia di Udine è ancora flop nella vendita di automobili. E a luglio sembra non essere andata meglio, anzi. Secondo Giorgio Sina, capogruppo delle aziende aderenti a Confcommercio e neopresidente Auto Moto e Ricambi in Friuli Venezia Giulia (carica che ricopre pure in Veneto), «stimiamo una ulteriore riduzione del 30%». La rilevazione di giugno rende noto che a Udine si sono immatricolate 1.017 vetture su un totale regionale di 2.056, vale a dire -19,6% rispetto allo stesso mese di un anno fa. Il calo è generalizzato in regione (-29,1%) e nelle altre province: Trieste (-40,8%), Gorizia (-29,8%), Pordenone (-35,8%). Numeri di profonda crisi anche nel semestre: -24,3% in Friuli Venezia Giulia, -19,8% in provincia di Udine, -29,7% a Trieste, -37,6% a Gorizia, -22,9% a Pordenone. «Si tratta di riscontri non troppo diversi da quello che succede nel resto d’Italia – spiega Sina –: le immatricolazioni sul territorio nazionale nel periodo gennaio-giugno 2012 segnano il -19,7% rispetto al primo semestre 2011, -24,4% nel solo mese di giugno. In totale si contano 30mila autovetture in meno nel parco circolante: è la prima volta che assistiamo al fenomeno di demotorizzazione». La preoccupazione, insiste Sina, «coinvolge imprenditori e collaboratori. Non dimentichiamo che in provincia di Udine sono attive circa 200 aziende di vendita auto per un totale di 4.400 lavoratori, numeri doppi in regione». A conferma che il mercato è completamente fermo il dato relativo all’usato che perde l’11,6%. «Mediamente – continua Sina – l’usato ha sempre oscillato tra il più 2 e il meno 2%, a seconda del momento. Il dato di quest’ultimo mese è drammatico anche perchè prende in considerazione anche gli scambi fra privati; quindi non solo l’usato che esce dalle concessionarie. In consumi sono fermi – conclude Sina –; e le famiglie ci pensano due volte prima spendere. Nel settore dell’auto poi le tasse non aiutano il mercato. Siamo seriamente preoccupati». Dando uno sguardo alle marche, in linea di massima il segno meno è una costante che riguarda tutti i concessionari del Friuli Venezia Giulia, se si esclude la Smart che tra gennaio e giugno ha venduto il 5% in più rispetto all’anno scorso, la Mini (+41%) e la Kia (+91%), la Lexus (+5%). Il gruppo Fiat oscilla tra il meno 12 di Lancia e il meno 32% di Alfa, mentre fra le tedesche si difendono Volkswagen (-7%) e Bmw (-12,6%), male Mercedes: -28%.