26 giugno 2012 —
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sezione: Pordenone
UDINE Ieri sera ha convocato i segretari dei circoli del Pd della regione. Non ha sciolto le riserve Debora Serracchiani, ma la segretaria Fvg del Pd alla quarantina di democratici che hanno risposto all’invito ha parlato delle scelta che ha di fronte. E ha fatto sapere che non è una decisione per sè, ma per il partito. Serracchiani ha davanti due strade, una verso Trieste e una verso Roma. I più ripetono che sceglierà il Fvg, ma certezze non esistono. Alcuni a lei vicini le avrebbe dato un aut aut, le avrebbero chiesto di indicare il percorso che vuole entro metà luglio, appena chiusa l’assemblea nazionale del partito prevista il 13 e 14. Serracchiani ripete di voler mantenere il sentiero tracciato in Fvg, cioè candidati alle primarie regionali entro il 7 luglio e consultazioni in ottobre. Ma già la data del 7 luglio non coincide con quella nazionale ed è difficile immaginare che Serracchiani indichi la sua scelta prima dell’assemblea nazionale. Ai circoli ieri sera ha anche fatto sapere che le elezioni anticipate sono un’ipotesi concreta. O forse il suo auspicio. La segretaria Fvg del Pd nel pomeriggio ha invece partecipato – è ormai ospite quasi fissa – alla trasmissione di Radio2 “Un giorno da pecora”. I due conduttori le hanno chiesto se si candiderà alla presidenza del Fvg, ma lei non ha risposto. Poi, sollecitata anche dal friulano Diego Volpe Pasini collegato al telefono, è stata interrogata sulla possibilità di un suo incarico in un futuro governo a guida democratica. «Nella sciagurata ipotesi dovesse vincere il Pd – ha detto Volpe Pasini – per lei vedrei un incarico di ministro o viceministro del lavoro». «Per me sarebbe un onore», ha risposto Serracchiani. No alle ricandidature, tra gli altri, di Rosi Bindi e di Walter Veltroni, arrivati al terzo mandato, e no alle deroghe, ha anche aggiunto la democratica a Radio2. Lei – le hanno chiesto i conduttori Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro – lo scorso weekend è stata sia al Big Bang di Matteo Renzi sia a Roma da Pier Luigi Bersani. «Sono andata da Renzi nel pomeriggio e prima a Roma da Bersani, alla riunione con i circoli. Si trattava di due cose molto diverse». Così ha dato un colpo al cerchio e uno alla botte. «Il Pd è uno – ha detto Serracchiani – e le iniziative erano entrambe del Pd e io vado dove ci sono le iniziative del Pd». Le è stato chiesto se ha ragione Renzi quando dice che democratici come Bindi e Veltroni non dovrebbero ricandidarsi e non dovrebbero avere deroghe. «Ha proprio ragione. C’è un’esigenza di rinnovamento fortissima. Ma quello che ho capito ascoltando Bersani è che ci saranno trenta deroghe, vediamo a chi saranno destinate». Fosse per lei quante deroghe consentirebbe? «Nessuna». Nemmeno una? «Se fosse una sola la concederei al segretario». Lei si candiderà alle primarie del Pd? «Sto aspettando di vedere le regole ma credo di no: ci sono già troppe persone», ha concluso Serracchiani. ©RIPRODUZIONE RISERVATA