ARCHIVIO Messaggero Veneto dal 2003

Missioni di pace, in 9 anni sono 7 i caduti provenienti dall’Isontino

Oggi, a Gorizia, c’è anche una strada che li ricorda: via “Caduti di An Nasiriyah”. La tabella con l’indicazione toponomastica è collocata in prossimità dell’ingresso sud della caserma “Cascino”, sede del 13º Reggimento del quale facevano parte 3 dei caduti nell’attentato alla base “Maestrale” del 12 novembre 2003 (in cui persero la vita in tutto 19 italiani): il maresciallo capo Daniele Ghione, il brigadiere Ivan Ghitti e l’appuntato Andrea Filippa. Ghione e Ghitti, quando non erano in missione all’estero, risiedevano proprio nella caserma “Cascino”, mentre Filippa abitava con la moglie e il figlioletto a pochi chilometri dal capoluogo isontino, a Sagrado. Un pesante tributo, a Gorizia, è anche quello pagato negli ultimi anni dalla brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, il cui comando ha sede nella caserma “Guella” di piazza Cesare Battisti. Nel corso della missione “Antica Babilonia” avevano perso la vita in Iraq 3 militari delle unità alle dipendenze della brigata goriziana: il caporal maggiore Antonio Tarantino, che militava nel Reparto comando e supporti tattici di via Trieste, e i lagunari Matteo Vanzan e Massimo Ficuciello. Manuele Braj è dunque la settima vittima nell’arco di meno di 9 anni tra i reparti che hanno la sede di comando nel capoluogo isontino. (p.t.)