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Licenziati e disoccupati, proteste e scontri

MILANO Mattinata di proteste e scontri, al Nord come al Sud, e ancora una volta a causare forti tensioni è stata l’espulsione forzata dal mondo del lavoro. Come i 38 feriti della guerriglia tra le forze dell’ordine e un centinaio di dipendenti di cooperative che ieri avevano organizzato un picchettaggio fuori dalla loro ex azienda a Basiano (Milano). O come nel porto di Napoli, dove una ventina di esponenti di un movimento disoccupati, per protesta si è gettato in acqua obbligando la capitaneria a interrompere la movimentazione delle navi. A Basiano intorno alle 8.30 le forze dell’ordine hanno cercato di spostare un presidio ed è finita in violenti tafferugli. Secondo la Questura di Milano è stata messa in atto una vera e propria aggressione da parte di un centinaio di manifestanti, con lancio di sassi, oggetti, bastonate e sprangate. Tra le forze dell’ordine si registrano 16 feriti, quasi tutti carabinieri, uno dei quali seriamente. Anche tra manifestanti ci sono molti feriti, almeno una dozzina. Nel corso dello scontro sono stati danneggiati anche un blindato dell’Arma, un pullman privato (che trasportava operai diretti a lavoro) e un’auto di servizio della polizia. Dopo il ritorno della calma polizia e carabinieri hanno avviato le indagini per l’individuazione dei più violenti tra i partecipanti. Uno sarebbe già stato fermato. Opposta la versione dei manifestanti: «Hanno sparato lacrimogeni ad altezza d’uomo - si legge in una nota - spezzato le gambe a due lavoratori e pestato gli scioperanti ferendone una quindicina. Gli operai, soprattutto pakistani ed egiziani, hanno tentato di resistere a mani nude alla carica della polizia ma hanno dovuto soccombere». Molto critico con la polizia anche il segretario del Prc, Paolo Ferrero: «.Si tratta dell’ennesimo episodio in cui lavoratori in lotta vengono bastonati dalla polizia. Il problema della disoccupazione e della crisi non può essere ridotto a una questione di ’ordine pubblio». A Napoli, invece, 25 persone, aderenti al movimento di disoccupati «Progetto Bros», si sono gettate in acqua dal molo Pisacane impedendo così l’approdo e la partenza dei traghetti per le isole del Golfo e per Palermo. Alla fine due persone sono state arrestate e altre 14 denunciate con l’accusa di procurato allarme e interruzione di pubblico servizio.