26 marzo 2012 —
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sezione:
Pordenone
LAZIO 4-3-2-1 Marchetti 7, Konko 5.5, Diakitè 7 Biava 6, Radu 5.5, Gonzalez 6, Ledesma 5, Brocchi 6, Mauri 5.5 (1’ Kozak 5.5), Hernanes 4.5 (35’ st Candreva 6), Rocchi 6 (17’ Alfaro 6). (Bizzarri, Scaloni, Zauri, Cana). All. Lopez. CAGLIARI 4-3-1-2 Agazzi 6, Pisano 6, Ariaudo 5.5, Astori 5, Agostini 6, Ekdal 6, Conti 6, Nainggolan 5.5, Cossu 5 (33’ st Nenè sv), Ibarbo 5.5 (17’ st Ribeiro 5), Pinilla 5. (Avramov, Gozzi, Perico, Bovi, Larrivey). All. Ficcadenti. Arbitro Peruzzo di Schio 5.5. Marcatore Nella ripresa al 43’ Diakitè. Note Angoli 8-2 per la Lazio. Recupero: 2’ e 4’. Ammoniti Pinilla per proteste, Astori, Konko, Diakitè ed Ekdal per gioco falloso, Nenè per comportamento non regolamentare. Spettatori: 20.000. ROMA All’ultimo assalto la Lazio ritrova vittoria e strada per la Champions. È il 43’ della ripresa quando Modibo Diakitè (secondo centro in serie A), di testa sbuca alle spalle di tutti ed infila Agazzi. La squadra di Edy Reja resta aggrappata al terzo posto e aggiunge tre punti importantissimi in classifica, dopo i ko con Bologna e Catania. Anzi, incrementa il vantaggio sul Napoli, fermato sul 2-2 dai siciliani, e sull’Udinese, sabato sera 1-1 a Palermo. È obbligatorio raccontare dalla fine questi 90’, perchè le emozioni sono tutte sui titoli di coda. Compreso il palo colpito da Candreva al 49’ ed il doppio miracolo di Marchetti un minuto prima, per respingere il tiro di Ekdal e poi fermare il tentativo di tap-in di Astori. Un doppio intervento che vale come un gol dell’ex ed almeno quanto la rete di Diakitè, per impegno e generosità il migliore in campo già prima di andare a segno. Primo tempo a impatto emotivo zero. Complice forse il clima decisamente primaverile, in campo mancano solo coperte e cestini delle vivande per imbandire un picnic sul prato dell’Olimpico. Dopo una trentina di minuti Rocchi e compagni sembrano aver già esaurito la benzina, soprattutto con Hernanes e Ledesma. A sopire le già scarse emozioni, contribuisce l’arbitro, Sebastiano Peruzzo, ignorando un’uscita a valanga di Marchetti su Ibarbo (22’), fortemente a rischio rigore. Stesso trattamento per lo spintone in area a quattro mani (Ariaudo-Astori) sulla schiena di Rocchi (41’). Nella rpresa Reja in tribuna perchè squalificato si affida ai centimetri di Kozak. Si passa al 4-3-1-2. Peccato che di cross per la testa del gigante non ne arrivino. Entra Candreva per Hernanes. Il Napoli sta vincendo, il terzo posto è ormai perso. Invece, in una manciata di minuti, cambia tutto. Prima Diakitè la butta dentro, poi il Catania pareggia. I punti di vantaggio sui partenopei diventano tre.