Piazza Affari, 100 miliardi bruciati nel corso del 2011

di Andrea Di Stefano wMILANO Chiusura d'anno positiva per le Borse anche se l'anno che si chiude per Piazza Affari è stato uno dei peggiori della sua storia. Ieri la Borsa di Milano ha chiuso con un +1,22%, la piazza migliore d'Europa ma è sicuramente una magrissima consolazione perché nel corso degli ultimi 12 mesi il Ftse Mib ha perso il 25,2% e sono stati bruciati sul listino milanese circa 100 miliardi di euro di capitalizzazione: è come se fossero spariti dal listino, tutti insieme, tre big del calibro di Eni, Enel e Fiat. Malissimo le blue chip (Fiat ha perso oltre il 45,76%, Finmeccanica il 66,34%) e i bancari (Mps in testa con -65,04%) mentre pochissimi i segni positivi: Lottomatica (+24,30%) insieme a una pattuglia di altri cinque titoli (Impregilo, Pirelli, Campari, Enel Gp e Ferragamo, che ha debuttato a fine giugno) sono gli unici a terminare in positivo il 2011. Peggio di Milano hanno fatto solo Atene e Lisbona mentre la maglia rosa tra le principali piazze finanziarie mondiali, peraltro inaspettatamente anche per gli analisti, è stata sicuramente Wall Street che ha archiviato il 2011 con un incremento del Dow Jones del 6,6%. Se gli Usa sembrano intravedere qualche barlume di ripresa economica, le prospettive restano invece assolutamente incerte sulla reale possibilità per l'Europa di superare la crisi dei debiti sovrani ed evitare una pesante recessione. Complice la scarsità di contrattazioni alla vigilia del Capodanno ieri lo spread tra BTp e Bund decennali è rimasto sempre sui massimi e ha archiviato il 2011 a quota 528 punti, segnando anche un nuovo record nel raffronto con l'andamento dei Bonos spagnoli che, nonostante l'annuncio del Governo di un deficit 2011 molto peggiore del previsto, sono scesi a quota 330 portando a quasi 2 punti percentuali il maggior costo di finanziamento per l'Italia. Il governo spagnolo ha annunciato ieri che il deficit di bilancio in chiusura del 2011 arriverà all'8% contro una previsione del precedente governo Zapatero di un deficit al 6%. Mariano Rajoy ha quindi approvato un aumento temporaneo di tasse per due anni e altre misure economiche che si tradurranno in un taglio iniziale di 8,9 miliardi di euro. Tra le misure annunciate un aumento progressivo dell'Irpef, dallo 0,75% per il primo scaglione fino al 7% per il livello massimo, che dovrebbe garantire 6 miliardi di euro di nuove entrate ma anche il congelamento degli stipendi dei funzionari e l'aumento a 37,5 ore della settimana lavorativa. La cura dimagrante per l'amministrazione statale prevede una riduzione del 18% dell'intera struttura. Brutti segnali, peraltro noti, arrivano anche dalla Grecia: secondo il Wall Street Journal in base alle nuove previsioni economiche del Fmi un haircut del 50% del debito (cioè un taglio di metà del valore del capitale) potrebbe non essere abbastanza e per essere sostenibile richiede o un haircut maggiore o più prestiti dall'Europa. Qualche parola di ottimismo, insufficiente però a sostenere l'euro che è scivolato sotto quota 100 yen per la prima volta negli ultimi dieci anni, è arrivata dal ministro delle finanze tedesco: Credo che nei prossimi 12 mesi avremo eliminato i rischi di contagio e saremo riusciti a stabilizzare la zona euro, ha dichiarato Schauble che ha ribadito la necessità di far entrare in vigore al più presto il Meccanismo europeo di stabilità (Esm), già anticipato di un anno, alla metà del 2012. ©RIPRODUZIONE RISERVATA