29 dicembre 2011 —
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Gorizia
PREMARIACCO Troppo piccola la chiesa di Premariacco per contenere tutte le centinaia di persone che ieri pomeriggio hanno voluto dare l'ultimo saluto a Giovanni Muradore, il giovane morto all’alba della vigilia di Natale inseguito a un incidente in via del Collio a San Giovannni al Natisone. La mattina del 24 intorno alle 6, forse per un colpo di sonno, dopo una serata con gli amici, Muradore tornando a casa ha perso il controllo della sua Toyota Yaris, finendo contro il muro di cinta di un’abitazione e morendo sul colpo. Ancora increduli i suoi amici, con gli occhi lucidi e lo sguardo basso, hanno aspettato Giovanni sul sagrato della chiesa in un silenzio quasi irreale. Si era diplomato all'istituto Stringher alberghiero e da circa un anno lavorava come chef in un ristorante italiano in Cina. «Era la sua passione – ricorda don Pietro – e di quelle passione ne aveva fatto un lavoro». Era un ragazzo forte, che amava la natura e la montagna. Nei momenti difficili trovava sempre il lato positivo e non si faceva abbattere dalle avversità che incontrava sulla sua strada. Momento di forte commozione quando durante l’omelia don Pietro ha letto alcune parole scritte da Giovanni, dalle quali trasparivano il suo animo gentile e la volontà di affrontare ogni giorno come una nuova sfida. «Ascoltare i genitori perché spesso hanno ragione e ti sono sempre vicini– scriveva Giovanni –. Il problema di noi giovani è che spesso ci lasciamo abbindolare da cose effimere come il cellulare più bello o dalla macchina più potente. Ma non è questo che importa nella vita». Un ragazzo dall'animo semplice e umile con tanti sogni e speranze per il futuro. Non si fermava mai, era sempre alla ricerca di nuovi stimoli che lo aveva portato a lavorare dall'altra parte del mondo. Ma nemmeno questo lo aveva allontanato dai suoi amici con i quali si teneva sempre in contatto e, quando tornava a casa, si reincontrava per raccontare le sue storie dall'Oriente. Troppo giovane per morire a pochi chilometri da casa in giorni che dovevano essere di festa e che invece hanno coperto con un velo di tristezza tutta la comunità di Premariacco, che si è voluta stringere ai genitori Vanni e Roberta e alla sorella Chiara in questo tragico momento. Le spoglie di Giovanni saranno sepolte nei prossimi giorni, dopo la cremazione, nel cimitero di San Giovanni al Natisione. Ancora molto gravi, seppur con qualche segno di miglioramento, le condizioni di Andrea Chiappo, il 23enne anch’egli residente a Premariacco che era a bordo dell'utilitaria di Muradore e che è ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Udine. Silvia Riosa ©RIPRODUZIONE RISERVATA