08 dicembre 2011 —
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sezione: Pordenone
MILANO Undici minuti di applausi al Don Giovanni diretto da Barenboim con la regia di Carsen. Un trionfo quasi annunciato per la caratura di direzione e cast. Un’ovazione che contrasta l’imperante atmosfera da austerity, disturbata da lievi contestazioni. Un uovo lanciato verso l’auto del premier e il blitz di cinque sindacalisti in frac e limousine fin davanti l’ingresso del “Tempio” in attesa del Don Giovanni di Mozart. Fin dalle 15, la piazza, blindata con transenne e sorvegliata da un imponente schieramenti di forze dell’ordine, ha incominciato ad accogliere i primi manifestanti: lavoratori dello spettacolo, i sindacati di base, studenti e antagonisti. Molti gli striscioni e le bandiere che hanno colorato lo spicchio di piazza lasciata ai contestatori. «Non pagheremo la vostra crisi», «Rivolta il debito» o «Deficit di bilancio è il nostro risparmio» sono stati alcune delle scritte esposte, mentre in cielo sono state lanciate, tra lo scoppio di piccoli fuochi d’artificio, le foto di Monti, Tremonti, Draghi, Berlusconi e Bersani legate a grappoli di palloncini colorati. È il presidente Napolitano a mettere tutti d’accordo con un commento rapido, nell’intervallo: «Opera magnifica, come sempre». Gli fa eco il sindaco Pisapia: «Spettacolo straordinario». S’intromette Bruno Vespa: ««È un’opera splendida, non amo le trasposizioni, ma questo è un Don Giovanni intelligentissimo», mentre Formigoni «boccia la scenografia», pur esaltando la bravura dei cantanti. E il primo atto si conclude fra gli applausi prolungati, sintomo di un successo annunciato. Curiosità: Don Giovanni è una delle hit del momento su twitter. In Italia tra i trending topics di twitter di questo momento la parola Don Giovanni è al primo posto, la parola Scala al quarto e La parola Rai5 al sesto. Mondanità si, ma con sobrietà: velli e gioielli non possono mancare a una prima della Scala ma - giurano e spergiurano le signore accorse ad applaudire il ’Don Giovannì diretto da Robert Carsen - le pellicce di visone erano già nell’armadio e le parure luccicanti sono di famiglia, o persino prestate da qualche amica per l’occasione. Tutti - o quasi - gli ospiti del Piermarini si sono adeguati al clima di austerity da piena recessione economica e hanno aderito all’appello alla sobrietà lanciato dal sindaco Giuliano Pisapia che, al suo primo 7 dicembre scaligero, ha dato il buon esempio con uno smoking no logo. Meglio di lui, solo il presidente della regione Roberto Formigoni, con un tuxedo giunto alla sua decima prima. Quasi austera, in completo pantaloni e camicia bianca firmati Giorgio Armani, anche la moglie del sindaco Cinzia Sasso, con un prezioso bracciale prestato da un amico antiquario. Minimalismo al maschile anche per Eva Cristillin, arrivata a piedi con il marito, entrambi in smoking Armani - lo stilista più gettonato della serata, e il dg Rai Lorenza Lei in tuxedo bianco e nero. Smoking d’ordinanza anche per il presidente del Consiglio Mario Monti, la cui consorte, la signora Elsa, ha optato per un abito grigio perla firmato Giorgio Armani, tradendo la sua storica sarta Lella Curiel, che ha avuto però la soddisfazione di essere scelta dalla moglie del presidente della repubblica, Clio Napolitano, in pizzo beige, uno dei colori predominanti della serata, insieme al classico nero, indossato da Caterina Balivo, in lungo di pizzo Dior molto poco all’insegna dell’austerity.