Pinzi: siamo proprio una gran provinciale

di Massimo Meroi wUDINE C'era, e segnò anche, nell'Udinese che aveva vinto l'ultima volta a San Siro contro l'Inter il 15 febbraio del 2004. E ovviamente c'era anche sabato sera ad acuire la crisi degli ormai ex campioni del mondo e di tutto. Giampiero Pinzi è un po' il filo conduttore della zebretta che sa essere corsara alla scala del calcio colorata di nerazzurro e regalare notti da sogno ai suoi tifosi ma anche allo stesso gruppo bianconero del quale il centrocampista romano è un po' un uomo simbolo. Pinzi, che peso hanno vittorie come quella ottenuta sabato sera a Milano? Vincere a San Siro regala una carica incredibile. Siamo stati bravi a restare corti e compatti concedendo poco ai nostri avversari e a ripartire poi con grande intelligenza sfruttando quelle che sono le nostre caratteristiche. Quanto l'autostima del gruppo può cresce dopo certi successi? Vincere a Milano ti regala convinzione e fiducia nei propri mezzi, le stesse che trovammo lo scorso anno dopo i tre punti presi in casa della Juventus. Ora sta a noi essere bravi e non vanificare tutto quello che di buono abbiamo fatto sinora. Quanto vi ha avvantaggiato dal punto di vista tattico l'ingresso della terza punta nerazzurra Zarate? Abbiamo trovato più spazi e siamo diventati automaticamente più pericolosi. Qualcuno potrà obiettare che pensate più a difendervi che altro... È dov'è il problema? É vero, abbiamo giocato da provinciale, ma l'Udinese lo è e lo sarà sempre. Però, fatemelo dire: siamo proprio una grande provinciale. Anche a Milano è stata confermata la tendenza che è difficile farvi gol... Concediamo poche occasioni e il merito è di tutta la squadra visto che rientriamo quasi tutti dietro la linea della palla. Poi, appena la recuperiamo, ripartiamo. L'avevamo fatto anche nel primo tempo, ma non eravamo stati sufficientemente precisi nell'ultimo passaggio. A proposito di assist, il Pinzi versione regista sta migliorando anche nella distribuzione del gioco. Dopo l'assist a Totò con la Roma, anche con l'Inter ha piazzato dei lanci di qualità... Ogni tanto qualche passaggio giusto mi riesce... Certo non ho e non avrò mai i piedi di Pirlo e la mia peculiarità rimane quella della riconquista del pallone. Il fatto di essere molto ordinati in campo fa sì che la manovra risulti più precisa. Avanti con il disco incantato del "prima i 40 punti" o si può già pensare ad altri obiettivi? La salvezza è sempre stato il primo obiettivo e prima lo conquistiamo meglio è così faremo contento il mister. Pinzi, l'Udinese di oggi è più operaia di quella dell'anno scorso. Si sente un po' il giocatore simbolo di questo gruppo? Diciamo che mi piace sentirmelo dire, ma il vero segreto dell'Udinese è essere squadra. L'ammonizione di sabato le farà saltare la gara con il "suo" Chievo. Quanto le dispiace? Parecchio, ma quando ho visto Stankovic partire in contropiede e i difesa eravamo scoperti mi sono detto: palla o gamba, ma devo fermarlo. L'ammonizione è stata giusta. Vorrà dire che scoccherà l'ora di altri giocatori. Credo che tutti ormai siano affidabili. ©RIPRODUZIONE RISERVATA